Storie Web sabato, Gennaio 17
Pubblica amministrazione, crolla del 60% la collaborazione antiriciclaggio con la Bankitalia

I casi raccontano meglio dei numeri dove può aprirsi la falla. C’è, per esempio, la vicenda del dirigente del ministero delle Imprese, già condannato in sede penale per truffa aggravata, in relazione all’illecito conseguimento di risorse erogate da Simest: secondo quanto emerge, due società avrebbero ottenuto fondi presentando documentazione falsa, per progetti che avrebbero dovuto essere realizzati in Albania. E poi c’è la partita dei fondi antiusura: in Campania, l’Ufficio requirente regionale ha riassunto – dopo una sentenza di appello – un giudizio sulla gestione illecita di fondi di provenienza ministeriale da parte di un Confidi e di soggetti che si sono avvicendati in ruoli amministrativi apicali, con un danno indicato pari a 2.674.970 euro.

Il punto non è sovrapporre automaticamente i due piani (Sos in calo e giudizi contabili): sarebbe una forzatura dire che l’uno “spiega” l’altro. Ma l’aggancio sta qui: se la Pa segnala meno proprio mentre dentro la Pa (o attorno ai suoi flussi) continuano a emergere danni erariali e gestioni illecite, allora il tema della collaborazione non è astratto. È una questione di tenuta dei presìdi, di capacità di intercettare segnali deboli prima che diventino procedimenti, condanne e milioni bruciati.

In un sistema che nel 2025 mostra di saper aumentare volumi ed efficienza, l’anello pubblico che si indebolisce resta la notizia più scomoda.

Aumentano le Sos

Il paradosso si vede nel quadro generale. Nel 2025 la Uif ha ricevuto 162.058 SOS, il numero più alto di sempre, +11,5% rispetto al 2024. E non è solo un aumento “in entrata”: anche sul fronte interno la Uif ha spinto. Le segnalazioni analizzate e disseminate (cioè trasmesse, in esito alle analisi, ai soggetti istituzionali competenti) sono state 163.888, +13,9% rispetto al 2024. Qui entra un elemento tecnico, ma decisivo: l’uso di sistemi di classificazione semiautomatizzati che, dice la Uif, hanno consentito recuperi di efficienza. Insomma, l’Unità accelera e processa di più. E proprio mentre la Uif alza il ritmo, la Pa riduce la propria presenza nel circuito.

L’«eccezionale andamento» del 2025, sottolinea l’organismo antiriciclaggio, si spiega con una crescita distribuita su tutto l’anno: +15,4% nel primo semestre e +7,8% nel secondo rispetto ai corrispondenti periodi del 2024. La spinta principale arriva dal settore bancario, che resta il bacino più rilevante per volumi. Dopo il calo del 2024 (-9,4% sul 2023), le banche nel 2025 segnano un +26,8%, soprattutto per l’effetto di alcune banche telematiche straniere.

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