La produzione di latte continua ad aumentare e sta mettendo in grave difficoltà gli allevatori italiani ed europei con un trend delle quotazioni in forte calo. La produzione italiana di latte nel 2025 è ammontata a 13,3 milioni di tonnellate contro i 13,1 milioni del 2024. L’incremento medio nei 12 mesi, quindi, è stato attorno al +1,5% ma con un’accelerazione tra dicembre e gennaio. A dicembre l’incremento è stato del 5,95%. A gennaio è salito ancora superando il +6% in particolare in alcune aree a forte vocazione zootecnica del Nord Italia (Brescia, Cremona, Lodi, Mantova).

Picco atteso a marzo

«Siamo in una fase di crescita produttiva – commenta il responsabile del settore latte di FedagriPesca Confcooperative (l’intera cooperazione raccoglie e gestisce alla stalla il 65% del latte nazionale e trasforma il 45% del latte nazionale), Giovanni Guarneri – e la pressione, al ribasso, sui prezzi resta elevata. Ma restiamo fiduciosi che il mercato troverà un proprio equilibrio. Con ogni probabilità il picco produttivo è atteso per la seconda metà di marzo poi inizierà la discesa produttiva fisiologica prevista in zootecnia con l’arrivo delle stagioni più calde e in quel momento si potrà capire se anche la pressione sui prezzi si riuscirà a fermare».

Latte spot ai minimi anche in Europa

Di fatto questa situazione di eccesso produttivo sta portando il latte spot, ovvero la quota di prodotto ceduto tra trasformatori, una parte di prodotto che non è rilevante in volume ma è molto indicativo dei trend del settore, ad essere pagato appena 20-22 centesimi di euro al litro. Un valore molto basso.

Diverso dal latte spot, che è soprattutto un indicatore dello stato di salute del mercato, è poi il prezzo del latte alla stalla che è quanto materialmente viene pagato il prodotto. In Italia il prezzo del latte alla stalla è attualmente a quota 51 centesimi mentre nella Ue a 28 a dicembre scorso era a quota 47 cent ed è proiettato verso quota 45.
«Ma ci sono aree d’Europa – ha aggiunto Guarneri – che già registrano quotazioni vicine ai 35 centesimi. Gli allevatori che più stanno soffrendo sono quelli del Nord della Germania, dei Paesi Baltici, dell’Ungheria e stanno pian piano entrando in crisi anche i produttori di Polonia e Irlanda».

Una situazione che si sta allargando a macchia d’olio. Oggi manifestazioni di protesta degli allevatori contro l’eccessivo ribasso dei prezzi del latte hanno animato le strade di Belgrado, in Serbia. 

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