Storie Web mercoledì, Febbraio 28
Notiziario

Più 25% di espositori che arrivano a quota 1.100: oltre 800 le aziende del settore Food a cui si affiancano 200 stand dedicati al ’non food’ e circa 100 espositori che operano nella logistica, nel packaging e nei servizi, con particolare attenzione alla sostenibilità. Sono in numeri di Marca, al via a BolognaFiere, evento «dedicato alla marca commerciale e punto d’incontro tra gli operatori e i professionisti della distribuzione», organizzato in collaborazione con Adm (Associazione Distribuzione Moderna) e

«La relazione tra i produttori locali di marchi del distributore e distribuzione moderna – ha commentato Mauro Lusetti, presidente Adm nella conferenza di apertura – è fondamentale per lo sviluppo del Made in Italy non solo nel mercato interno, ma anche oltre confine: la distribuzione moderna rappresenta un supporto concreto per il processo di internazionalizzazione delle aziende produttrici locali italiane che possono far conoscere anche all’estero prodotti e tipicità dei loro territori».

Da una ricerca di The European House Ambrosetti emerge infatti come il 27,2% del fatturato delle produzioni tipiche locali italiane, pari a 8,5 miliardi di euro, è generato direttamente dalla Distribuzione Moderna attraverso i marchi del distributore, che ormai rappresentano un terzo del carrello della spesa degli italiani.

Le private label forniscono ai produttori locali un valore 4 miliardi di euro sui mercati esteri, l’8% del totale delle esportazioni internazionali food & beverage di prodotti Made In Italy. Guardando nel dettaglio al legame tra marchi del distributore (Mdd) e territori italiani, il 42% del fatturato complessivo delle imprese di produzione tipiche locali abruzzesi è stato generato dalla collaborazione con la Distribuzione Moderna.

Si scende al 40% per i prodotti del Friuli-Venezia Giulia e al 36,9% per quelli campani. I produttori piemontesi hanno invece realizzato nel 2022 il 27,1% del fatturato complessivo grazie alla Mdd. Sono sullo stesso livello Umbria (26,8%) e Marche (26,1%). Emilia-Romagna, Veneto e Lazio sono tra le prime 10 regioni a beneficiare della collaborazione con la Gdo rispettivamente con il 25%, il 24,5% e il 23,8% delle vendite di prodotti locali attraverso la Distribuzione Moderna. Seguono Toscana (23,3% del fatturato), Liguria (23,2%) e Sicilia (22,7%). Al di sotto del 20% si collocano il Trentino A.A (19,3%), la Lombardia (19%), le Basilicata (13,3%) e la Puglia (12,1%). Chiudono la classifica Molise (9,8%), Calabria e Sardegna (entrambe al 4,8%).

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