La corsa al privato
Per la ricerca sono stati esaminati i casi di 480 donne e 35 centri, rappresentativi di oltre il 50% dei cicli in Italia, che calcola circa 150mila coppie interessate ogni anno che non riesce ad avere figli.
Eppure secondo il report il 43% dei pazienti attende oltre tre mesi per una visita nel Servizio sanitario nazionale. La conseguenza è che 9 su 10 si rivolgono poi al privato, dove però a pesare sono i costi.
L’orologio biologico
Ma il muro economico non è l’unico da rompere. Chi vorrebbe diventare genitore deve fare i conti anche i conti con l’età. «L’orologio biologico non aspetta, ma i dati raccontano di un accesso sempre più tardivo alla medicina della riproduzione», è il commento di Laura Rienzi, docente dell’Università di Urbino e direttrice scientifica del gruppo Ivirma Italia.
L’embriologa accende i riflettori sul 78% delle candidate che hanno più di 35 anni. Fattore, quello dell’età anagrafica, che chiama in causa una serie di rischi che vanno dall’insuccesso del trattamento fino all’abbandono precoce.
Tra le donne con più di 40 anni, il 17,2% delle gravidanze è dovuto alla Pma. Un dato, dichiara la ricercatrice dell’Istat Cinzia Castagnaro, che sale fino al 32,1% se si considerano le donne che diventano madri per la prima volta superati i 40 anni.
