Alternative für Deutschland incassa una prima vittoria in tribunale: per il momento i servizi di intelligence interni non possono classificarla e trattarla come movimento di estrema destra. Lo ha stabilito il tribunale amministrativo di Colonia.
Doppio binario
Con una decisione che aveva dato forza al dibattito sulla messa al bando del partito ultranazionalista, il 2 maggio del 2025, l’Ufficio federale per la protezione della Costituzione (Bfv) aveva etichettato il partito come una minaccia per l’ordinamento democratico tedesco. Afd, che nei sondaggi è testa a testa con la Cdu-Csu al 24-27% dei consensi, aveva immediatamente impugnato la classificazione. Parallelamente, ne aveva chiesto la sospensione con procedura d’urgenza.
La sospensione
Il 26 febbraio, i giudici amministrativi di Colonia si sono pronunciati su questo secondo ricorso e hanno stabilito che il Bfv deve attendere l’esito del primo procedimento, quello principale, che richiederà ancora tempo prima di concludersi. Fino ad allora, il Bfv deve anche astenersi dal far pubblicamente riferimento a tale classificazione. L’agenzia di intelligence, subito dopo il ricorso di Afd, si era comunque impegnata in tal senso.
Il tribunale di Colonia ha affermato che è sufficientemente provato che all’interno di Afd ci sono tendenze contrarie all’ordine democratico liberale, ma «non in modo tale da portare a una tendenza di fondo anticostituzionale nel quadro generale del partito», sulla base delle prove fornite dall’Ufficio per la protezione della Costituzione al momento.
In particolare, non ci sarebbe sufficiente certezza che con la «politica della remigrazione», il partito adotti l’obiettivo concreto della «espulsione indifferenziata» dei residenti in Germania con passato migratorio.