
Dopo la bocciatura della Corte dei conti, la partita del Ponte sullo Stretto si sposta sul terreno europeo. Mit e Mef hanno aperto un confronto con Bruxelles per verificare gli spazi consentiti dalle direttive Ue richiamate dalla magistratura contabile. Martedì 10 dicembre una delegazione tecnica dei due ministeri e della Stretto di Messina sarà nella sede della Commissione per il primo incontro operativo: si partirà dalla direttiva Habitat, mentre per la parte concorrenza-appalti verrà fissata una riunione successiva.
La strada europea
È il primo passaggio formale dopo lo stop alla registrazione della delibera Cipess e dopo l’incontro tra il ministro Salvini e il commissario Ue ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas. Nella ricostruzione del Mit, il vicepremier “ha appreso con grande soddisfazione che l’orientamento di Bruxelles non è cambiato e c’è totale interesse e determinazione affinché l’opera possa partire quanto prima”. Salvini conferma “l’impegno del Governo ad andare avanti fornendo tutte le risposte richieste dalla Corte dei Conti”. Il colloquio diventa così la base politica per il nuovo perimetro di interlocuzione con la Commissione.
Obiettivo: visto di registrazione pieno
Nel quadro delle controdeduzioni interviene anche il numero uno della società concessionaria. “L’obiettivo è ottenere dalla Corte una registrazione piena della delibera Cipess. Il percorso individuato non prevede una nuova gara ma la riattivazione dei procedimenti riguardanti la delibera Cipess e il decreto interministeriale relativo al III Atto aggiuntivo alla Convenzione al fine di conformarsi alle motivazioni della Corte dei conti”, ribadisce Pietro Ciucci, amministratore delegato della Stretto di Messina. Una linea che punta a chiudere il fronte interno mentre si apre quello europeo.
I punti salienti
Il confronto si concentra ora proprio sulla partita europea: sarà lì che l’Italia tenterà di arginare la pioggia di rilievi piombata sul progetto. Si tratta di osservazioni considerate in larga misura sanabili, come l’esclusione di Art – l’Autorità di regolazione dei trasporti – dalla consultazione sulle tariffe. I nodi più spinosi restano l’incompatibilità ambientale con la direttiva Habitat e la questione appalti, con la contestazione di uno sfondamento superiore al 50% dei costi originari. A questo si aggiunge la trasformazione del modello di progetto, passato da un project finance a un finanziamento interamente pubblico. È su questi punti che il Governo proverà a convincere Bruxelles della piena conformità del Ponte al quadro normativo europeo. La Commissione esaminerà le osservazioni nelle prossime settimane. Non sarà un percorso rapido, anche se i più ottimisti continuano a indicare l’estate come possibile data di avvio dei cantieri.