Storie Web mercoledì, Marzo 18

«Molti bambini oggi risultano allergici a diversi pollini e, con stagioni che si sovrappongono sempre di più, la sola osservazione dei sintomi non basta più per identificare l’allergene responsabile – sottolinea Fiocchi -. Per questo stiamo utilizzando diagnostiche molecolari sempre più avanzate che permettono di individuare con precisione le singole componenti allergeniche».

Nuove tecnologie molecolari per la mappa degli allergeni

Per affrontare questa nuova complessità, accanto ai test tradizionali – come il test cutaneo e la ricerca delle IgE specifiche nel sangue – stanno assumendo un ruolo sempre più importante le diagnostiche molecolari.

Questi esami permettono di identificare non solo il polline responsabile, ma anche le singole molecole allergeniche presenti al suo interno. Alcune di queste componenti sono infatti associate a forme di allergia più intense o a un maggiore rischio di sviluppare asma.

Il Laboratorio di Analisi Cliniche dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è tra i primi ad aver messo a punto i pannelli diagnostici avanzati che analizzano centinaia di allergeni contemporaneamente, offrendo una vera e propria “mappa” delle sensibilizzazioni del paziente e consentendo di personalizzare le terapie, inclusa l’immunoterapia allergene-specifica.

Temporali, muffe e nuovi pollini

Il cambiamento climatico sta inoltre favorendo la diffusione di specie vegetali allergeniche in aree dove in passato erano rare o assenti. Un esempio è l’ambrosia, originaria del Nord America, che negli ultimi decenni si è diffusa in molte zone d’Europa e oggi è responsabile di numerosi casi di allergia respiratoria sia nell’Italia settentrionale che in altre regioni del Paese.

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