
Comuni, Città metropolitane e Province hanno impegnato il 70% dei loro fondi Pnrr, e con i loro risultati contribuiscono parecchio a migliorare il quadro complessivo dell’avanzamento del Piano negli enti territoriali, che invece mostra numeri più contenuti nelle Regioni dove il tasso di impegno si ferma al 43,7%.
Il referto
I numeri arrivano dal referto pubblicato ieri dalla sezione Autonomie della Corte dei conti (delibera 22/2025), che passa in rassegna i dati chiave su gestione finanziaria, evoluzione della spesa e rendicontazione dei progetti da parte del complesso delle amministrazioni territoriali.
Rischio ritardi
Le cifre, prima di tutto, si riferiscono alla situazione cristallizzata al 28 agosto 2025, perché il referto raccoglie e mette a sistema le indagini realizzate nel corso dell’anno passato dalle sezioni regionali di controllo. In sintesi estrema, l’analisi dei magistrati contabili fa emergere «qualche elemento di preoccupazione legata ai tempi di completamento degli interventi», generata in particolare dalla «presenza di lievi ritardi per circa la metà dei progetti».
Il quadro, comunque, appare tutt’altro che drammatico, anche perché è la stessa Corte a evidenziare che «la media ponderata dei tempi di realizzazione evidenzia nella maggioranza dei casi un recupero dei ritardi iniziali», facendo emergere «un’accelerazione nella realizzazione del cronoprogramma», fenomeno peraltro fisiologico man mano che si avvicinano le scadenze finali del Piano.
Anticipi locali
A incidere sul panorama complessivo del Pnrr degli enti territoriali, si diceva, è il peso predominante dei Comuni, titolari del 66,1% (63.530 su 96.082) dei progetti degli enti territoriali interessati dal Pnrr, anche se sul terreno delle somme in gioco il quadro cambia per il maggiore valore medio dei progetti regionali. Anche sull’avanzamento finanziario comunque i Comuni (31,5% di fondi spesi), Città metropolitane (31,2%) e Province (38,6%) mostrano dati migliori rispetto alle Regioni (25,5%). Nel complesso, a fine agosto gli enti territoriali attuatori delle misure Pnrr avevano effettuato pagamenti per 15,1 miliardi e ricevuto fondi dalle amministrazioni titolari per 11,9, mostrando che nonostante la velocizzazione del motore finanziario gli enti avevano comunque anticipato quasi 3,2 miliardi.