L’accesso al credito

«Le banche stanno progressivamente integrando le valutazioni di bilanci e business plan, con le evidenze sulla capacità dell’impresa di gestire sostenibilità, rischio climatico, governance e sicurezza informatica – prosegue Lidia Menduti -. L’adeguamento alle indicazioni normative rappresenta un ulteriore elemento da considerare per l’accesso al credito e al mercato, influenzando, in alcuni casi, il livello di competitività aziendale».

Parallelamente, i criteri Esg (Environmental, Social, Governance) stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante nei modelli di valutazione del rischio. Le banche integrano progressivamente indicatori ambientali e di governance nei propri sistemi di rating interni, mentre investitori e stakeholder richiedono maggiore trasparenza e misurabilità delle performance non finanziarie.

L’ecosistema Esg

I temi Esg non possono più essere interpretati esclusivamente come tema reputazionale o come adempimento formale riservato alle grandi aziende. Sempre più spesso diventa uno strumento attraverso cui il sistema finanziario misura la leggibilità dell’impresa, la qualità della governance e la capacità di gestire il rischio nel medio-lungo periodo. «Il punto centrale non è infatti produrre documenti Esg – sostiene Luca Cappuccio, direttore commerciale di ALA Finanza Agevolata – ma rendere l’impresa più comprensibile e leggibile per banche, stakeholder e mercato. Per le Pmi il tema non riguarda più soltanto la sostenibilità in senso etico. Riguarda la capacità di dimostrare solidità, organizzazione e continuità nel tempo. In altre parole: la finanziabilità dell’impresa». Le banche non guardano più soltanto ai numeri di bilancio. «Il bilancio descrive i risultati passati – spiega Cappuccio -; le tematiche Esg, invece, aiutano a capire se un’impresa sarà in grado di reggere i rischi futuri: aumento dei costi energetici, instabilità delle filiere, cambiamenti normativi, difficoltà organizzative o problemi reputazionali. Per questo la sostenibilità sta diventando sempre più una questione finanziaria». I dati Esg abilitano una più completa misurazione della solidità prospettica dell’impresa.

Raccolta e utilizzo dei dati

Tra le principali sfide per le Imprese rileva la raccolta e l’utilizzo dei dati che rafforza potenzialmente il dialogo con il mercato e l’integrazione nei processi decisionali. «Bisogna passare da una logica di raccolta frammentata dei dati – sottolinea Lidia Menduti – a una governance strutturata, in cui le informazioni Esg diventano sempre più parte integrante dell’infrastruttura informativa aziendale». Una capacità di di gestione del rischio che può solo migliorare nel tempo attraverso la leva dei fattori Esg. «Dall’analisi dei dati di rilascio dei Rating Esg rilasciati da Ala – aggiunge Cappuccio – c’è un’alta percentuale di rinnovo del rating, pari all’87%, che denota come le aziende ne abbiano tratto un vantaggio diretto e tangibile in particolare nei rapporti con le banche e gli altri interlocutori lungo la catena del valore. Di queste, circa il 44% ha intrapreso azioni per giungere a un miglioramento del rating nel corso degli anni. Infine segnalo che il 66,7% delle aziende che hanno redatto il Report di Sostenibilità nel corso del 2025 hanno comunque mantenuto in elaborazione il Rating Esg».

Le aziende vanno quindi accompagnate in percorsi di strutturazione graduale del rischio, organizzazione dei dati Esg e protezione assicurativa, con l’obiettivo di rafforzarne nel tempo solidità, credibilità e capacità di accesso al sistema finanziario.

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