“Nel nostro Paese vi è stata complessivamente una riduzione sensibile dei reati nell’ultimo decennio: il 13 per cento in meno nel 2025 rispetto al 2015. In particolare, nel 2025 si registra una riduzione complessiva del 2,39 per cento rispetto al 2024, con punte molto più alte per i delitti di maggior gravità: omicidi volontari meno 14,88 per cento; violenze sessuali meno 4,45 per cento, rapine meno 3,92 per cento e meno 6,11 per cento per i furti”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi rispondendo al question time al Senato.
In merito alle zone rosse – istituite nelle zone di alcune città a maggiore densità di criminalità – il ministro ha spiegato ”che non sono mai state misure emergenziali, ma un sistema operativo di controllo del territorio che, dopo la buona prova data nella fase sperimentale, ha avuto un riconoscimento normativo con il recentissimo decreto-legge 23/2026”.
Ministro: “Zone rosse utili”
”L’utilità delle ‘zone rosse’, che servono a rafforzare il presidio delle forze di polizia sul territorio, credo sia confermata proprio dalle continue richieste di nuove istituzioni da parte degli amministratori locali e degli stessi cittadini, oltre che dai risultati operativi”, ha aggiunto. Inoltre, ha precisato Piantedosi, ”sono soltanto uno tra i diversi strumenti per la complessiva gestione della sicurezza in chiave di prevenzione e di contrasto del crimine”.
Tra questi ricordo, ha detto, ”le operazioni ad alto impatto, i Piani coordinati per il controllo del territorio e l’azione di rinforzo dei Reparti prevenzione crimine”. ”Stiamo colmando i vuoti di iniziativa e di progettualità politica in materia di politiche di sicurezza ereditati dal passato e proseguiremo con sempre maggiore determinazione sulla strada intrapresa che ha sempre messo al centro dell’azione del Governo la tutela della sicurezza”, ha sottolineato.
“Anche queste iniziative hanno inciso sul calo complessivo dei reati, registrato nel 2025 rispetto all’anno precedente: meno 2,39 per cento, con punte più alte di riduzione per quelli di maggiore allarme sociale” ha detto ancora Piantedosi ricordando ancora una volta che “la strategia del Governo vuole perseguire la capacità di rispondere alle esigenze di sicurezza dei territori anche attraverso la costante collaborazione con gli enti locali. E per questo abbiamo stanziato risorse dedicate per complessivi 48 milioni di euro in favore delle politiche di sicurezza urbana per potenziare il lavoro delle polizie locali, le videosorveglianze e i progetti di rigenerazione urbana”.
Governo ha assunto 42.500 operatori tra le forze dell’ordine
Il governo inoltre sul fronte delle assunzioni delle forze dell’ordine, ricorda il ministro dell’Interno: “ha già assunto ad oggi 42.500 operatori tra Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di finanza, con una media di 13 mila l’anno, e circa 30 mila ulteriori, nuovi ingressi programmati entro il 2027. Nel quinquennio precedente al nostro insediamento, le immissioni in servizio erano state poco più di 33 mila, ossia 6.700 l’anno. E tutto questo nonostante, con noi, siano andati via ben 35.500 operatori delle forze di polizia per pensionamento, pari ad oltre 11.800 l’anno, mentre le cessazioni nel quinquennio precedente erano state poco più di 36 mila in tutto, con una media annuale di 7.200″.
Rimpatri, registrato un incremento pari al 15% l’anno
Il capitolo immigrazione. Per quanto riguarda i rimpatri ”dall’insediamento del governo, è stato costante un incremento del 15% l’anno” che sottolinea Piantedosi, ”dall’inizio dell’anno in corso, è salito ulteriormente al 26% rispetto allo stesso periodo del 2025; l’anno scorso siamo arrivati a circa 7mila rimpatri (tra forzosi e volontari) e quest’anno contiamo di superare la soglia dei 10mila, livelli considerati irraggiungibili per il passato”.
Puntiamo a rafforzare i rimpatri volontari
”Ricordo anche che, negli ultimi tre anni, grazie anche alla collaborazione dell’Italia con Libia, Tunisia e Algeria sono stati operati 81mila rimpatri assistiti con l’ausilio dell’Organizzazione Internazionale per la Migrazione – ha detto ancora Piantedosi – puntiamo a rafforzare i rimpatri volontari assistiti anche dall’Italia così come all’ampliamento della rete dei Cpr, visto che dei reati commessi in Italia il 35% risulta ascrivibile a cittadini stranieri con punte più alte che raggiungono il 48 per cento a Bologna, il 54% a Firenze e il 55% a Milano. Ecco perché stiamo pianificando una progressiva estensione dalla rete dei Cpr, a partire dai territori in cui ce ne è più bisogno”.
