
In Italia scompaiono 69 persone al giorno, più uomini che donne. Nel 2024 ci sono state 24.705 denunce di scomparsa, a fronte di 14.628 ritrovamenti. Al 31 dicembre 2024 risultavano quindi attive 10.077 denunce. È interessante notare che il 60% dei ritrovamenti avviene entro le 24/72 ore. E nel corso degli anni si ritrovano anche persone scomparse in tempi lontani. Una speranza per chi cerca i propri cari scomparsi da anni. Per questo il commissario straordinario del Governo per le persone scomparse Saverio Ordine invita a non perdere tempo quando scompare una persona. E a far scattare subito le ricerche con tecniche che sono state affinate nel corso degli anni. Di persone scomparse si occupa la puntata odierna di Caleidoscopio, la video rubrica per guardare il mondo fra colori e chiaroscuri.
Migliora l’indice di ritrovamento
Incoraggianti i dati che emergono dalla relazione 2024, con la diminuzione delle persone scomparse e il miglioramento dell’indice di ritrovamento delle persone. «Le nuove tecnologie e l’affinamento nella formazione degli operatori – spiega il commissario Ordine – sono state indispensabili nei ritrovamenti di persone scomparse. In primo luogo è stata fondamentale la legge 203 del 2012 e i successivi piani provinciali delle prefetture che ne sono scaturiti. Fondamentale avere approntato una vera e propria cultura della ricerca delle persone scomparse che fino a quel momento era stata motivata da esigenze di sicurezza pubblica, ma non era così centrale nell’azione delle forze dell’ordine. Invece nell’ultimo quindicennio lo è diventata».
Cellulari, droni e cani molecolari usati nelle ricerche
«Le tecniche di ricerca generiche usate dalle forze dell’ordine, Carabinieri, Polizia, Finanza, Vigili del fuoco sempre più precise, sempre più raffinate, sono servite moltissimo anche per la ricerca delle persone scomparse. Basti pensare all’utilizzo dei cellulari nel monitoraggio o ai droni, ai cani molecolari. Tutto quello che è servito per fare indagine, dopo il 2012, fortunatamente serve anche per cercare persone scomparse».
I più esposti sono i minori
«I più esposti sono i minori – spiega il commissario Ordine – soprattutto nel settore 14-18 anni. Negli ultimi tre anni, per esempio, nel 2023, 2024 e 2025, i minori hanno assorbito dal 71 al 75% del totale delle denunce di scomparsa. E i minori stranieri, in particolare quelli non accompagnati, quasi solo loro hanno assorbito dal 49 al 60% delle denunce di scomparsa. Poi ovviamente ci sono anche gli anziani fragili con Alzheimer, con malattie degenerative, come anche le altre categorie di fragili, come i tossicodipendenti. Però di gran lunga il grande problema sono i minori».
Denunciare subito
Fondamentale non perdere tempo quando una persona scompare. «Si deve denunciare immediatamente – ricorda Ordine – al più vicino posto di polizia, in modo da far partire immediatamente la macchina dei soccorsi e poi consentire alle prefetture, nelle ore successive, di far partire, se necessario, i piani provinciali che consentono l’utilizzo di molte più forze. E se del caso mettere in campo cabine di regia e anche l’uso dei mezzi televisivi e giornalistici». Ordine evidenzia anche l’eccezionale contributo delle associazioni dei familiari. E ribadisce più volte che è indispensabile agire subito: «Basta pensare a casi come quello di una persona con propositi suicidari, al giovanissimo che può essere adescato, che può andare a finire in situazioni tremende o alla persona fragile. Far presto la denuncia è importantissimo per mantenere una tempistica veloce dei ritrovamenti che consenta di diminuire i danni». Come nel caso delle due giovanissime che si sono perse nei giorni scorsi a Crema e sono state ritrovate a Bergamo. Due ragazzine di 12 e 14 anni. «Ritrovarle immediatamente – ricorda il commissario – è assolutamente necessario».