Dal progetto di vita personalizzato all’housing sociale, dall’assistenza domiciliare e sociale integrata fino ai servizi di sollievo a sostegno delle famiglie. Sono questi i nuovi (o rinnovati) strumenti messi in campo dal nuovo Piano nazionale per la non autosufficienza 2025-2027, pronto per il via libera della Conferenza Unificata – acquisita l’intesa tecnica da Regioni e Anci – e che mette in campo oltre 3 miliardi nel triennio. Con una novità assoluta: destinatari sono le persone non autosufficienti fino ai 70 anni e solo nelle more del prossimo Piano a favore delle persone anziane non autosufficienti, prescritto dalla legge 33/2023 (la Riforma con deleghe al Governo in materia di persone anziane), una parte delle misure e delle risorse includerà anche la popolazione anziana.
I destinatari
Il nuovo documento – anticipato dalla piattaforma Quotidiano Sanità – è insomma un “ibrido”, che tiene conto della biforcazione avvenuta negli ultimi cinque anni con l’approvazione, da un lato, del Dlgs 62/2024 su disabilità e attuazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato (in attuazione della legge 227/2021) – e dall’altro – della legge 33 e del suo maxi decreto attuativo (n. 29 del 15 marzo 2024). Nel precedente Piano 2022-2024 i destinatari comprendevano sia le persone anziane non autosufficienti con basso o alto bisogno assistenziale sia le persone con disabilità gravi e gravissime: d’ora in poi le misure si sovrapporranno in parte fino al 2027, anno di scadenza del nuovo Piano, quando il bivio degli interventi tra le due fasce di destinatari – persone disabili under 70 e anziani non autosufficienti, quindi over 70 – sarà del tutto definito.
Gli interventi
Confermato il principio dell’integrazione sociosanitaria, il Piano introduce il progetto di vita personalizzato quale strumento di pianificazione individuale, volto a garantire un percorso di assistenza globale, continuativa e multidimensionale, “capace di valorizzare – come si legge nella Relazione tecnica che accompagna il documento – le capacità residue, le aspirazioni e le potenzialità della persona, nel rispetto del principio di autodeterminazione”. Una impostazione ispirata al welfare di comunità che implica il pieno arruolamento del terzo settore, del volontariato e delle reti di prossimità per garantire una rete integrata e omogenea di servizi sociali e socio-sanitari. Tra le misure di cui gli under 70 con disabilità diventano allora destinatari, rientrano l’assistenza domiciliare e sociale integrata con i servizi sanitari territoriali, le forme di collaborazione e di housing sociale, l’adattamento degli ambienti di casa e nuove tecnologie domotiche a sostegno dell’autonomia, i servizi di sollievo per le famiglie.
La valutazione della persona
Gli interventi sono subordinati a una valutazione multidimensionale dei bisogni, realizzata a livello regionale, che tiene conto dell’Isee, con soglie di accesso innalzate: non inferiori a 50mila euro per le persone con disabilità gravissima, incrementate a 65mila euro nel caso di beneficiari minorenni, applicando l’Isee per le prestazioni agevolate di natura socio-sanitaria.
Le risorse
In campo ci sono le risorse del Fondo per le non autosufficienze – destinato a finanziare sia questo nuovo Piano sia quello per gli anziani non autosufficienti – assegnato al ministero del Lavoro e Politiche sociali. Per il 2025 parliamo di 982,255 milioni; per il 2026 di 934,570 milioni e per il 2027 di oltre 1,1 mln di euro.
Queste le componenti del finanziamento: la quota indistinta, destinata sia alle persone con disabilità under 70 sia agli anziani fragili, ammonta a poco più di 2 miliardi per il triennio 2025-2027. Una seconda quota, vincolata all’attuazione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali (Leps) è pari a 300 milioni. Infine, ai progetti di vita indipendente vanno 14,6 milioni.
