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Claudio Baglioni ha annunciato da pochi giorni il suo ritiro dalle scene musicali: andiamo a scoprire La vita è adesso del 1985, l’album più venduto di tutti i tempi nella discografia italiana.

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Claudio Baglioni, 2024

Solo pochi giorni fa, Claudio Baglioni, durante la conferenza stampa del tour indoor aTUTTOCUORE, ha annunciato il suo ritiro dalle scene musicali: “Ho deciso di concedermi il giro d’onore, di chiudere questa bellissima storia umana e musicale […] Spesso ci sono stati successi, qualche volta successi minori, però quando sapevo che forse non ero nel modo giusto mi sono ritirato io, sono stato anche quattro anni senza dischi e concerti. Adesso che di tempo ce n’è meno ho affrettato io i passi e mi sento di dire una cosa, ricordo spesso quello che diceva mio padre, ovvero che dal ring si cerca di scendere sempre quando si è vincenti“. Una carriera, quella di Claudio Baglioni, che ha vissuto molte fase ascendenti, soprattutto nei primi anni di carriera. Basti pensare al successo del terzo disco Questo Piccolo Grande Amore, mosso anche dalla celebrità del suo singolo omonimo. Ma anche negli anni ’80, dove firma due dischi che hanno venduto milioni di copie, come Strada Facendo e La vita è adesso.

I tre progetti si legano molto di più rispetto a quanto il viaggio di Baglioni suggerisca. Anche se in Questo Piccolo Grande Amore, principalmente nel singolo omonimo, non ci sono ancora le connotazioni melodiche internazionali che potremo ritrovare in La vita è adesso nel 1985, il brano segna una nuova stagione della musica leggera italiana, venendo premiata anche 13 anni più tardi sul palco del Festival di Sanremo. Infatti, durante il Festival di Sanremo 1985, Baglioni viene premiato sul palco dell’Ariston perché il brano diventa “la canzone del secolo” secondo la kermesse. Baglioni arrivava da quattro anni di pausa, dopo l’incredibile successo di Strada Facendo. Il progetto, uscito nel 1981, vende oltre un milione di copie, ma non solo: un doppio tour, 16 tappe nei palazzetti, e un viaggio negli stadi italiani dell’epoca, gli fruttano oltre un milioni di spettatori. Il cantante, l’anno successivo, canterà anche in piazza di Siena a Roma, alla presenza di oltre 160000 spettatori. Per l’occasione registrerà un live album dal titolo Alé-oó.

Ma si arriva di nuovo al 1985, alla celebrazione sul palco del Festival di Sanremo con “la miglior canzone del secolo”, che fa da contorno all’annuncio di un nuovo progetto: il suo decimo album in studio. L’8 giugno 1985 viene pubblicato La vita è adesso, l’album sicuramente più popolare di Claudio Baglioni, ma anche il più venduto, con oltre 4.4 milioni di copie. Si tratta del progetto più venduto di tutti i tempi in Italia, con un successo che scalerà le classifiche, con la prima posizione mantenuta intatta per 27 settimane. Solo il 29 dicembre fu spodestato da So Red The Rose degli Arcadia, una formazione spin-off dei Duran Duran composta da Simon Le Bon, Nick Rhodes e Roger Taylor. Molte le novità di questo progetto, dalla comparsa di Celso Valli che avrà il compito di equilibrare musicalmente un disco che avrà come base operativa due luoghi agli antipodi: Londra, con gli studi Tom House e The Manor, nell’Oxfordshire, ma soprattutto Roma.

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Infatti, se La vita è adesso segna un nuovo picco di Claudio Baglioni nella sperimentazione con la world music, a raccontare la giornata di un uomo negli anni 80 italiani, ci saranno proprio i testi, scritti e limati a un tavolino del Bar Zodiaco, sulla collina di Monte Mario, nella capitale. Il cantante ammetterà anche di esser stato aiutato dalla moglie nella scrittura. Un progetto che avrebbe potuto rivelare la sua natura, ancora di più, se avesse mantenuto il titolo originale, Un bar sulla città, a cui verrà preferito La Vita è adesso. In un’intervista del 1985, fatta dal giornalista Fabio Santini sul numero 23 di Tv Sorrisi e canzoni, Baglioni racconta anche la natura autorale del progetto, che parla “ai ragazzi”, ribaltando la narrazione dei giovani “ossessionati dalle mode”. C’è anche un altro aspetto che Baglioni sottolinea, e che risulta attuale anche 40 anni dopo: l’autore evidenzia come le immagini e il cinema, gli ambienti e l’immaginario della propria musica, debbano esser parte integrante del prodotto musicale.

Un processo che lo porterà nel 2009 a rendere cinematografico uno dei suoi successi musicali del 1972: proprio Questo Piccolo Grande Amore, che arriverà al cinema, ma non solo. Diventerà anche parte integrante del tour del 2009/10 di Baglioni, che nello spettacolo alternerà parti musicali a spezzoni della pellicola, diretta da Riccardo Donna, e con Maria Palma Petruolo ed Emanuele Bosi nei panni della coppia (in questo momento disponibile su Amazon Prime Video). La vita è adesso, con 10 tracce, racconta non solo la quotidianità di un uomo negli anni ’80 in Italia, ma si lancia anche in riflessioni più alte: dall’emarginazione e la solitudine in Uomini Persi a L’Amico e domani, in cui si pone nei panni di un suo amico che riflette sulla coscienza di Baglioni.

Ci sono alcune fotografie indelebili di quegli anni come Tutto il calcio minuto per minuto, in cui una giovane donna divaga sul mondo che le gira intorno, mentre il fratello è legato alla radiolina, per la telecronaca di una partita di calcio. La vita è adesso, oltre a diventare l’album più venduto della storia della musica italiana, permette all’autore di partire in tour con Notti di note, espressione contenuta nel brano Notte di note, note di notte: 54 date negli stadi italiani per un totale di oltre 1 milione di spettatori. Il tutto si concluderà nella sua Roma, con un doppio concerto allo  stadio Flaminio con oltre 100 000 spettatori.

Perchè La vita è adesso rimarrà l’album più venduto di tutti i tempi in Italia

Ma perché, un disco come La vita è adesso, potrebbe non aver rivali storici, soprattutto nel volume di vendita? Basti pensare alla quantità di copie fisiche vendute da parte di Baglioni, oltre i 4,5 milioni di unità, di cui 600mila solo nei primi sei mesi del 1985. Numeri irreali nella discografia moderna, legati anche al totale stravolgimento del consumo musicale, che dal 2006, come certifica FIMI, ha visto una progressiva inversione di tendenza nelle dinamiche di ascolto, traslate dal fisico al digitale. L’esplosione del mercato dello streaming, influenzato negli anni anche dalle piattaforme social, hanno reso l’oggetto fisico, il disco, un souvenir da collezione, a cui abbinare un idea di comunicazione/marketing del prodotto musica. E se Baglioni ha comunque mantenuto forte il suo catalogo musicale, gli ultimi progetti, come In questa storia che è la mia, hanno descritto anche il ridimensionamento del volume di vendite: il progetto ha distribuito 50mila unità, divise in copie fisiche e ascolti digitali. E tra i dischi più venduti in Italia negli ultimi anni, l’unico ad avvicinarsi al mezzo milione di unità vendute, un nono delle copie fisiche vendute da La vita è adesso, è Sirio di Lazza del 2022, certificato otto volte disco di platino. Numeri che non possono semplicemente ripetersi.

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