Storie Web martedì, Febbraio 27
Notiziario

Alzare la soglia di accesso alla pensione e limitare le vie d’uscita anticipata

Nel rapporto si sostiene che il per il momento il sistema pensionistico regge anche grazie a un rapporto attivi-pensionati di 1,4443. Ma affinché questo sottile equilibrio sia duraturo, a parere di Brambilla sarebbe necessari aumentare gradualmente l’età di pensionamento, attualmente tra le più basse d’Europa (circa 63 anni l’età effettiva di uscita dal lavoro in Italia nonostante un’aspettativa di vita tra le più elevate a livello mondiale), «evitando il ricorso a eccessive anticipazioni».

Un freno alle Quote, più spazio a isopensione, fondi esubero e contratti di solidarietà

Il messaggio è chiaro: occorre limitare le attuali, numerose forme di anticipazione a pochi efficaci strumenti. In altre parole, per Brambilla, serve un freno al susseguirsi delle Quote (100,102 e 103) ed è necessario dare più spazio a isopensione, fondi esubero e contratti di solidarietà (riportando però l’anticipo a un massimo di 5 anni).

Superbonus per chi lavora fino a 71 anni e stesse regole per “contributivi” e “misti”

Il piano di Brambilla prevede poi l’anzianità contributiva “bloccata” agli attuali 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le lavoratrici, con riduzioni per donne madri e precoci (così come previsto dalla riforma Dini), e anche il ricorso a un superbonus, simile a quello congegnato quando Roberto Maroni era ministro del Lavoro, «per chi volontariamente desidera lavorare fino ai 71 anni, consentendogli di fruire del 33% di contributi al netto delle imposte in busta paga per tre anni». Viene anche suggerita l’equiparazione delle «(poco eque) regole di pensionamento» dei cosiddetti “contributivi puri” a quelle degli altri lavoratori.

Meno assistenza con la revisione dell’Isee e più controlli

Il rapporto di “Itinerari previdenziali” rilancia la proposta di una rapida separazione dell’assistenza (che pesa sul welfare e la finanza pubblica per 157 miliardi) dalla previdenza. Ma per ottimizzare il capitolo assistenziale vengono suggeriti anche altri interventi, come «una profonda revisione dell’Isee e controlli fiscali e contributivi più serrati, ad esempio – come accade in altri Paesi – nei confronti di quei cittadini che superati i 35 anni di età non abbiano ancora presentato una dichiarazione dei redditi».

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