
Un manoscritto originale datato lunedì 26 gennaio 1604, conservato all’Archivio di Stato di Padova, documenta la concessione di un privilegio pubblico a favore di Bartolomio Veronese detto Abbondanza «per la produzione di pasta mediante una sua invenzione meccanica rivoluzionaria».
Ieri, 26 gennaio, a Padova, la presentazione del testo che contiene la riscoperta del privilegio (brevetto) e sancisce il passaggio epocale dalla produzione manuale a quella meccanica. «Una una fonte primaria di eccezionale valore storico, culturale e scientifico, che consente di collocare la produzione dei bigoli e altri tre formati di pasta all’interno di un quadro istituzionale, tecnologico ed economico strutturato, già agli albori del Seicento», hanno detto i rappresentanti istituzionali presenti con il ricercatore autore della scoperta, Paolo Caratossidis – presidente Cultura & Cucina / Eccellenze Venete.
Il ricercatore
«Stavo conducendo una ricerca su un tema apparentemente marginale, quasi nascosto tra le pieghe della storia, un argomento poco conosciuto ma che da tempo aveva acceso in me una curiosità profonda e costante: l’origine dei Bigoli, l’iconico formato di pasta che da secoli rappresenta uno dei simboli più riconoscibili della tradizione gastronomica veneta e, in modo ancora più specifico, dell’area padovana – racconta l’autore della scoperta – Quella che inizialmente immaginavo come una semplice verifica storica, una conferma documentaria di una tradizione consolidata, si è progressivamente trasformata in qualcosa di molto più complesso, profondo e sorprendente. La storia che ho trovato scritta a mano su queste pagine antiche non è soltanto una risposta alle domande che mi ponevo, né una conferma di ciò che speravo di trovare: è una narrazione stratificata, articolata, ricca di implicazioni culturali, sociali, economiche e simboliche. Ciò che emerge da questo documento non riguarda infatti soltanto una città, seppur centrale e fondamentale come Padova, ma coinvolge un territorio molto più ampio, destinato ad allargarsi progressivamente oltre i confini locali, fino a toccare e superare i limiti geografici del Veneto, allora cuore pulsante della Repubblica di Venezia e snodo strategico di saperi, commerci, culture e innovazioni».
Le ricadute
Il manoscritto è un atto pubblico ufficiale, redatto dalla cancelleria cittadina, che registra una supplica seguita da deliberazione del Consiglio di Padova. Nel testo sono esplicitamente citati i formati: bigoli, menudelli, lasagne e macaroni.
Il documento non si limita a descrivere un’attività artigianale, ma riconosce formalmente un’innovazione tecnica, concedendo un privilegio quinquennale che tutela l’invenzione e ne consente lo sviluppo.