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La Juventus è cresciuta anche nel gioco e lotterà per lo Scudetto fino alla fine. Ci sono due dati sorprendenti, sia per la fase difensiva che per quella offensiva, che mostrano il modo in cui è cambiata la squadra di Allegri dall’inizio della stagione.

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La Juventus vuole lottare per lo Scudetto fino alla fine. Lo dimostrano i risultati che la squadra di Massimiliano Allegri sta facendo e anche la crescita che i bianconeri stanno portando avanti da diverse settimane: se fino a pochi mesi fa la Vecchia Signora non si faceva apprezzare per il modo in cui portava a casa i 3 punti, ora la Juve è migliorata molto anche nel modo in cui va in campo e affronta le avversarie.

Non c’è più solo difesa posizionale e ripartenze veloci per colpire l’avversario nella parte di campo scomperta ma c’è un’armonia e una costruzione che valorizzano le caratteristiche dei giocatori offensivi. Lo si denota soprattutto dalla crescita di Vlahovic e dall’esplosione di Yildiz, dal modo in cui Milik entra in campo (dall’inizio o partita in corso) e dal modo in cui la squadra bianconera si propone per far male alle difese delle squadre che affronta.

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Ci sono due dati importantissimi sia per la fase difensiva che per quella offensiva che mostrano la crescita esponenziale dei ragazzi di Allegri dall’inizio della stagione e rispetto alla scorsa annata. Partiamo dall’ultimo menzionato, ovvero dalla produzione in attacco: la Juventus è la quarta squadra che tira di più verso la porta avversaria ed è terza per xG, ovvero “expected goals” (misura statistica della qualità delle occasioni da goal e della probabilità che vengano segnate).

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Questi dati sono tangibili soprattutto per chi guarda le partite e poi le analizza, anche senza taccuino o penna: il modo in cui Vlahovic e Yildiz, o chiunque giochi in attacco, sono coinvolti nella fase offensiva è molto diverso rispetto a qualche settimana fa. Prima giocavano molto più spalle alla porta mentre ora sono in grado anche di battere a rete senza dover fare a botte con i difensori o aspettando la palla buona in qualche sparuta occasione.

Numeri che fanno capire la crescita della squadra bianconera rispetto a quando si calciava poche volte verso la porta avversaria e poi si chiudeva in difesa per tenere il risultato dopo aver trovato il gol in una delle rare occasioni create.

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Proprio la difesa è un altro aspetto che i dati di Opta ci permettono di analizzare: la Juventus è la squadra che concede meno tiri nello specchio ed è la seconda per distanza media dei tiri concessi, davanti ha solo l’Atalanta. Inoltre, i bianconeri sono la squadra che ha concesso meno xG in campionato: in pratica la squadra di Allegri non ti fa entrare in area.

Statistiche che ribadiscono la solidità difensiva della Juventus, principio su cui Allegri non ha mai derogato, e che mostrano come i bianconeri siano cresciuti con il passare delle settimane: ormai da diverso tempo si vede una capacità di proporre gioco che è stata amplificata soprattutto in Coppa Italia, con le roboanti vittorie contro Salernitana e Frosinone, ma che ora si sta notando anche in campionato.

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La Juve non è più solo una squadra che subisce a oltranza per poi ripartire ma produce e prova a creare occasioni. Il gioco che latitava ad inizio stagione è stato sostituito da un impianto basato sempre sulla massima attenzione nella fase di non possesso, e nel rimanere ‘corti’, ma che propone delle idee offensive puntando sui movimenti senza palla e su un grande lavoro degli uomini di fascia.

La squadra bianconera non domina come fanno altri club ma sfrutta le debolezze altrui per esaltare le sue caratteristiche migliori. In alcune cose la Juventus può ancora crescere e questo Allegri lo sa, per questo motivo non vuole mollare di un centimetro i suoi calciatori fino alla fine della stagione.

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