Storie Web venerdì, Febbraio 23
Notiziario

Il comunicato pro Israele dell’ad Rai Roberto Sergio, letto in diretta a Domenica In, ha attirato le critiche di diversi esponenti dell’opposizione: Pd, M5s e Avs hanno contestato il messaggio, letto dopo le proteste dell’ambasciatore israeliano per le parole pronunciate da Ghali sul palco.

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Ha sollevato polemiche il comunicato letto in diretta su Rai 1 da Mara Venier e firmato dall’amministratore delegato della Rai Roberto Sergio: un messaggio di vicinanza a Israele contro le parole pronunciate da Ghali al festival di Sanremo, ovvero “stop al genocidio“. Questa affermazione aveva portato alla protesta dell’ambasciatore di Israele a Roma, Alon Bar che aveva definito “vergognoso” il messaggio del cantante, parlando di “odio e provocazioni”. Poche ore dopo, l’ad Rai si è mobilitato con un comunicato che ha sottolineato l’attenzione della tv pubblica alla “tragedia degli ostaggi nelle mani di Hamas” e alla “strage del 7 ottobre”, senza mai citare Gaza o la Palestina. Il testo ha attirato critiche sui social e dagli esponenti dell’opposizione.

“La Rai è di tutti, è servizio pubblico, è e deve essere una piazza libera dove gli artisti possano dire ciò che pensano senza censure. Che ci piaccia o meno”, ha scritto su X (ex Twitter) Marco Furfaro, deputato del Pd e responsabile per le Iniziative politiche nella segreteria dem. Furfaro ha continuato: “Perché le persone non sono stupide, giudicheranno loro senza il filtro della propaganda di regime. Lo schifo andato oggi in onda, le pressioni sugli artisti, gli imbarazzi, il comunicato della Rai, mostrano un Paese dove la stampa non è libera, gli artisti devono essere sottoposti al controllo di chi governa, la critica non è accettata. L’Italia merita di più, la libertà merita di più”.

Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana e deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, ha criticato le parole di Alon Bar: “Vorrei segnalare all’ambasciatore d’Israele, che è intervenuto inopportunamente sulle parole del cantante Ghali al Festival di Sanremo, che chiedere la fine di una strage infinita di civili non è diffondere odio, anzi è il contrario, significa esaltare quei valori di umanità che sono fondamento di uno Stato democratico. Quei valori che evidentemente il suo capo di governo attuale calpesta quotidianamente”. Per poi commentare sul comunicato dell’ad Sergio: “Sulle conseguenti reazioni dei vertici Rai, è meglio stendere un velo pietoso. Per ora”.

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Poco prima del comunicato, il deputato M5s Dario Carotenuto aveva commentato la polemica su Ghali: “Gli attacchi che arrivano a un musicista che dal palco di Sanremo ha chiesto lo stop al massacro del popolo palestinese sono incomprensibili. Anche la politica dovrebbe essere capace di chiedere in modo unitario e trasversale uno stop al governo israeliano, colpevole di una vera e propria strage di civili che ha un bilancio sempre più terribile, giorno dopo giorno”.

La risposta della maggioranza al testo di Ghali e alla polemica dell’ambasciatore israeliano era arrivata nel primo pomeriggio di domenica, con il senatore di FI Maurizio Gasparri che aveva dichiarato: “La Rai ha perso un’altra occasione. Spero che i vertici dell’azienda si scusino con le autorità di Israele ed attuino interventi riparatori, tenuto conto delle giuste proteste dell’ambasciatore di Israele. La Rai non può vivere fuori dalla realtà”.

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