
Un “esercito” di un milione 657.776 professionisti associati alle Casse previdenziali private e privatizzate del nostro Paese che, nel complesso, gestiscono un patrimonio del valore di 125,1 miliardi. Enti che, al 31 dicembre scorso, hanno avuto entrate contributive per 13,9 miliardi ed uscite per prestazioni da 9,5 miliardi (con 520.000 pensioni corrisposte). Sono le cifre principali del XV rapporto dell’Adepp, l’associazione dei 20 Enti, illustrato alla Camera dal presidente Alberto Oliveti, alla presenza del ministro del Lavoro Marina Calderone.
Invecchiamento delle platee
Il dossier permette di monitorare l’avanzata del fenomeno dell’invecchiamento delle platee degli iscritti in salita, insieme alla scelta degli over 60 di non abbandonare il lavoro: i pensionati attivi, infatti, sono in costante, consistente ascesa, avendo raggiunto quota 130.077 nel 2024 (erano 118.294 l’anno prima), con una impennata dal 2005 al 2024 del 209,06%. Il reddito medio degli assicurati è di «47.601 euro, in crescita del 7,7% annuo», ma chi ha meno di 30 anni, si evidenzia, dichiara circa un quarto dei colleghi che si collocano nella fascia tra i 50 ed i 60 anni, differenza che «decresce con l’età del professionista, ma resta, comunque, marcata fino ai 50 anni». Un fenomeno tipico dell’attività lavorativa autonoma, visto che, va avanti il testo dell’Adepp, «è normale che il numero di clienti e l’affermazione» dell’occupato indipendente «si incrementino con l’età. E quindi, con l’esperienza» accumulata nel tempo.
Analisi del portafoglio
Quanto, poi, al patrimonio aggregato degli Enti previdenziali privati «è quasi raddoppiato dal 2013 al 2025, passando da 65,6 miliardi a 125,1, con una media annua di crescita del 6%, sostenuta da un saldo previdenziale positivo di 440 miliardi e rendimenti netti medi annui del 2,3%». Analizzando il portafoglio si scopre, tra l’altro, che negli ultimi 11 anni la quota di investimenti in azioni è cresciuta dal 9,8% al 18,9% degli attivi, inclusa la componente tramite fondi mobiliari, mentre circa 1,9 miliardi di euro sono stati destinati a quote di capitale della Banca d’Italia. E che nel 2024 «il 38% degli investimenti delle Casse è localizzato in Italia, una percentuale che sale al 45% includendo liquidità e polizze assicurative, con gli investimenti in immobili prevalentemente italiani, mentre obbligazioni non governative e mobiliari sono principalmente collocate all’estero», si precisa nel rapporto.