Storie Web mercoledì, Febbraio 28
Notiziario

Ancora fumata nera. Il Centrodestra è ancora in cerca della quadra, per tentare di sciogliere il nodo delle candidature per le elezioni Regionali. La Sardegna è il casus belli: Salvini vorrebbe la riconferma del presidente uscente Christian Solinas, ma nell’isola Meloni ha già deciso e ha spinto il suo uomo, il sindaco di Cagliari Truzzu, che nel weekend ha già avviato la campagna elettorale per il 25 febbraio. Per la Lega è una doccia fredda.

Il segretario del Carroccio ha provato a rilanciare pretendendo come compensazione la Basilicata, dove però governa il forzista Vito Bardi. Nulla da fare, anche quest’operazione sembra già abortita, dopo la risposta piccata di Antonio Tajani, che non è disposto a fare un passo indietro, perdendo una Regione azzurra. In ogni caso, una soluzione di questo tipo potrebbe soddisfare la Lega, non il Partito Sardo d’Azione di Christian Solinas. I sardisti, che per venerdì hanno convocato ad Oristano il Consiglio, insistono nel chiedere la convocazione di un tavolo nazionale in cui rinegoziare i termini dell’alleanza e “riconoscere politicamente che la regola della conferma degli uscenti è stata cambiata”.

Ma per Fratelli d’Italia la partita della Sardegna sembra già chiusa. Alla domanda se la Regione spetti a Fratelli d’Italia, Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera, ha risposto con un secco “Sì”. Intervistato da Affaritaliani.it ha affermato: “Sono sicuro che in Sardegna il puzzle si comporrà con una soluzione condivisa. Paolo Truzzu è una persona straordinaria, preparata culturalmente e amministrativamente. Ha un elevato gradimento e guida molto bene il capoluogo della Sardegna. Oltre al fatto che si tratta di una persona di specchiata onestà e laboriosità. Sul suo nome sono certo che ci sarà tutta la coalizione”.

Perché l’Italia ha detto no alla ratifica del nuovo Mes e qual è il vero obiettivo di Giorgia Meloni

Oggi pomeriggio i tre leader del centrodestra, Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani si sono visti a margine del Consiglio dei ministri. Ma non si è registrato nessun avanzamento nella trattativa, e le posizioni restano sostanzialmente immutate, con la Lega che resta a favore della ricandidatura dei governatori uscenti. E l’affondo vicesegretario del Carroccio Andrea Crippa alla premier è un’ulteriore prova dell’impasse: “In questi giorni si sente la mancanza di Silvio Berlusconi, cioè di una persona che cedesse o garantisse la rappresentanza anche a chi ha meno voti”, ha detto rispondendo a una domanda di Fanpage.it.

In ogni caso i tre leader della maggioranza dovranno raggiungere un accordo prima di domenica, scadenza ultima per la presentazione delle liste in Sardegna prima del voto del 25 febbraio. A complicare il quadro ci si è messa anche la questione del terzo mandato per i governatori, chiesto dalla Lega, con una proposta di legge ad hoc, per poter continuare con Luca Zaia in Veneto anche dopo il 2025. Non si farà in tempo per la prossima tornata elettorale, che coinvolge Sardegna, Basilicata, Abruzzo, Piemonte e Umbria, ma la questione del terzo mandato per i governatori entra comunque nel negoziato.

E intanto si registra il rinvio del Cdm sul provvedimento dell’election day, nel quale è contenuta anche la norma per consentire il terzo mandato ai sindaci dei comuni sotto i 15mila abitanti. Solo su questo specifico caso, cioè una terza rielezione degli amministratori nei piccoli comuni, Forza Italia sarebbe d’accordo. Qualcuno prova a vedere nel rinvio del provvedimento un’apertura alle richieste leghiste di abolire il limite dei due mandati per i governatori. Ma quest’ipotesi viene smentita da fonti qualificate di FdI.

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