Storie Web venerdì, Febbraio 23
Notiziario

È stato firmato il nuovo contratto per medici, veterinari e dirigenti sanitari, 2019-2021. Dopo la preintesa di settembre, l’Aran e i sindacati oggi hanno sigillato l’accordo per circa 135mila professionisti.

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È stato firmato il nuovo contratto per la Sanità, che entrerà in vigore da domani, 24 gennaio. I sindacati Anaao Assomed e Cimo-Fesmed hanno firmato, in mattinata, il CCNL 2019-2021 dei medici, veterinari e dirigenti sanitari. La firma era attesa da mesi da tutta la dirigenza medica e sanitaria. Saranno pagati tutti gli arretrati, pari mediamente a circa 10.800 euro lordi, che potranno essere erogati già nella busta paga di febbraio/marzo. Complessivamente si parla di con 240 euro lordi medi mensili di aumento, di cui circa 190 sono destinati al trattamento fondamentale. Per finanziare gli incrementi economici del contratto sono stati stanziati in tutto 618 milioni.

Cosa prevede il nuovo contratto

Il contratto riconosce a 135mila medici (120.063 medici e 14.573 dirigenti sanitari non medici) aumenti complessivi medi mensili – tra parte fissa e parte variabile – di 289 euro lordi medi (gli importi cambiano in basse ad anzianità e carriera) per 13 mensilità e arretrati compresi tra i 6mila e oltre 10mila euro pro capite. Introdotta per la prima volta una nuova indennità di specificità sanitaria per i profili diversi da quello medico e veterinario. Nel testo si trovano poi norme sul lavoro agile e da remoto, e sull’assunzione dei dirigenti specializzandi a tempo determinato. Inoltre sono state introdotte le nuove indennità di pronto soccorso e di specificità sanitaria, in precedenza non previste.

Le reazioni

“La sottoscrizione definitiva del CCNL 19/21 è un risultato importante per le lavoratrici e per i lavoratori del SSN. Sono garantiti i diritti su orario di lavoro e carriere. Le carenze di personale non potranno più ricadere solo sulle spalle dei professionisti, perché il nuovo Contratto di fatto agisce come leva per un piano assunzionale straordinario. Infatti, per garantire i servizi serve nuovo personale, invece di spremere il poco rimasto. Per rendere attrattivo il Servizio sanitario, inoltre, è necessario intervenire sulle condizioni di lavoro e sulla conciliazione con la vita personale e familiare”, ha commentato in una nota Andrea Filippi, segretario nazionale Fp Cgil medici e Dirigenti SSN.

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“Nel Contratto – osserva – abbiamo migliorato la possibilità di conciliazione dei tempi di vita-lavoro anche intervenendo sulle condizioni economiche del part time e del lavoro agile, ma servono soprattutto assunzioni di nuovi professionisti. Quanto alle retribuzioni, garantiamo la concentrazione delle risorse disponibili per aumentare le voci fisse e ricorrenti della busta paga, con 240 euro lordi medi mensili di aumento, di cui circa 190 sono destinati al trattamento fondamentale. Le restanti risorse sono per posizioni, performance e condizioni di lavoro. Gli arretrati maturati dal 2019 ad oggi sono pari a circa 10 mila euro lordi procapite che potranno essere erogati già nella busta paga di febbraio/marzo”.

“Inoltre – spiega ancora Filippi – introduciamo finalmente l’indennità di specificità anche per i dirigenti sanitari e l’indennità per turno nei servizi prestati presso i pronto soccorso. Quanto agli incarichi professionali, non sono più un miraggio ma un diritto certo: le aziende dovranno assegnarlo a tutti ‘entro e non oltre 60 giorni dall’esito positivo della valutazione’ così come dovranno finalmente organizzarsi per consentire il recupero dell’extraorario lavorato che fino ad oggi poteva essere azzerato”.

“La Fp Cgil – ha aggiunto Filippi – si è battuta e continuerà a battersi per l’equiparazione retributiva di tutti i Dirigenti anche in riferimento al riconoscimento dell’indennità di esclusività per i dirigenti delle professioni sanitarie sin dal prossimo Contratto. Mentre sui media si sviluppano le polemiche sull’emergenza dei pronto soccorso e la carenza di medici dovuta alle condizioni di lavoro, nel Ccnl introduciamo strumenti che costituiscono delle prime risposte, ma diciamo sin da ora che il Ministro deve convocare i sindacati della dirigenza per affrontare la questione salariale e occupazionale con strumenti ben diversi da quelli messi in campo finora”. In definitiva, “abbiamo lavorato per qualificare il Contratto collettivo nazionale per garantire tutele, diritti e carriere delle professioniste e dei professionisti, ma siamo consapevoli che sono necessari investimenti e più risorse oltre che più contrattazione, anche aziendale, per riconoscere il ruolo di chi sceglie di lavorare per il Ssn, con orgoglio e spirito di servizio e adesione all’art. 32 della Costituzione. Ora subito via alla contrattazione nelle Aziende ed al rinnovo del triennio 22/24”.

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