«Per valorizzare il Made in Italy – aggiunge Barbara Cimmino – serve una strategia multilivello: rafforzare gli accordi commerciali, tutelare i nostri marchi e accompagnare le imprese nell’innovazione tecnologica e sostenibile per rafforzarne la capacità produttiva. Gli accordi di libero scambio costituiscono oggi una leva strategica imprescindibile per la competitività dell’industria italiana, aprono l’accesso a mercati strategici, rafforzano la presenza italiana e contribuiscono a bilanciare dinamiche geopolitiche cruciali. In questo senso, l’accordo con il Mercosur e la chiusura del negoziato con l’India rappresentano tappe fondamentali. Solo così possiamo trasformare opportunità globali in crescita concreta e duratura, consolidando la reputazione italiana come sinonimo di qualità, creatività e fiducia. Il BBF è la nostra carta d’identità nel mondo, ed è sui suoi asset che si gioca il potenziale di crescita del nostro Paese».

«La scelta del nostro territorio come sede per la prima presentazione italiana del rapporto Esportare la Dolce Vita è per noi motivo di soddisfazione – commenta Fabia Romagnoli, presidente di Confindustria Toscana Nord -. L’industria di Lucca, Pistoia e Prato ha una spiccata vocazione all’export ed è rappresentativa di quell’Italia che nel ‘Bello e Ben Fatto’ si riconosce e identifica. Moda, meccanica, cartario, chimica, plastica, farmaceutica, alimentari, lapideo, nautica, arredamento sono i principali settori presenti nel nostro territorio: vere eccellenze, con vertici di livello internazionale. Il rapporto di Confindustria non si limita a descrivere l’esistente, ma indica anche una rotta per il futuro. Una rotta che è indispensabile tracciare perché la forza del Made in Italy non è scontata: l’export continuerà a essere l’asse portante dell’economia nazionale purché le imprese siano in grado di competere efficacemente nei mercati internazionali. L’Europa e il nostro paese sono chiamati a fare quanto è in loro potere per porle in condizione di esprimere tutto il loro potenziale».

Il Rapporto sottolinea come l’espansione nei mercati emergenti e maturi, unita alla spinta tecnologica e all’uso delle piattaforme digitali, possa generare nuove opportunità di collaborazione industriale, investimenti congiunti e progetti condivisi di innovazione e sostenibilità. Il BBF resta così una leva strategica per costruire catene del valore più integrate e rafforzare la presenza italiana nelle nuove rotte globali del commercio.

Oggi il BBF può contare su oltre 1,2 miliardi di consumatori benestanti o molto facoltosi, pronti ad apprezzare prodotti italiani di qualità. In questo contesto, l’intelligenza artificiale si conferma strumento chiave per ottimizzare processi produttivi, personalizzare l’offerta e rafforzare la competitività globale.

Anche i canali digitali e la riconoscibilità del marchio restano strumenti fondamentali per sfruttare pienamente il potenziale dell’export, insieme a strategie di sostenibilità integrate in tutte le filiere. Parallelamente, la tutela del Made in Italy contro contraffazione e Italian sounding è condizione imprescindibile per preservare il valore del marchio nel mondo.

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