Storie Web lunedì, Gennaio 19
Netanyahu in Florida incontra i genitori dell’ultimo ostaggio ancora a Gaza. Stasera vede Trump

Subito dopo l’atterraggio negli Stati Uniti, in vista dell’incontro con Donald Trump, Benyamin Netanyahu e sua moglie Sara hanno incontrato in Florida Tali e Itzik Gvili, i genitori dell’ultimo ostaggio ancora a Gaza, il sergente maggiore Ran Gvili. La madre aveva viaggiato nel volo del premier. Lo rende noto l’ufficio del primo ministro. «Durante l’emozionante incontro, la moglie del primo ministro ha offerto il suo sostegno ai genitori di Ran e Netanyahu ha dichiarato che si sta facendo tutto il possibile per dare al loro eroico figlio una sepoltura ebraica», aggiunge la nota.

Tre mesi fa Benjamin Netanyahu ha accolto Donald Trump come «il più grande amico che Israele abbia mai avuto alla Casa Bianca», ma questa amicizia, e il potere di persuasione del premier israeliano, verrà messa alla prova durante l’incontro a Mar a Lago con il presidente americano, con il quale ultimamente registra divergenze su praticamente ogni tema caldo del dossier mediorientale. Secondo quanto riferito da fonti israeliane al Washington Post, il viaggio in Florida offre a Netanyahu la cruciale opportunità di convincere Trump a prendere una posizione più dura a Gaza e di chiedere a Hamas di disarmare prima dell’ulteriore ritiro delle truppe israeliane come parte della seconda del piano di pace in 20 punti di Trump. Non solo, il premier israeliano cercherà di ottenere la luce verde per un altro attacco contro il programma missilistico balistico dell’Iran, possibilmente come parte di un’operazione congiunta con gli Usa, anche se il presidente americano chiese con forza la fine della guerra dei 12 giorni a giugno, dichiarando il programma nucleare di Teheran “completamente obliterato” dai bombardamenti Usa.

Idf apre inchieste su operazioni Gaza, Libano e Iran

Nel frattempo, Le forze armate israeliane lanceranno una serie di inchieste sulle operazioni militari nella Striscia di Gaza, in Libano e in Iran ldopo il 7 ottobre: è quanto riporta la stampa israeliana. Le indagini ordinate dallo stato maggiore dell’Idf si concentreranno su alcune questioni di natura strategica, come ad esempio il motivo per cui non è stato predisposto alcun piano per una completa conquista della Striscia di Gaza; se iniziare le operazioni nella parte settentrionale del Territorio costiero sia stata la decisione corretta, gli effetti della presenza degli ostaggi sulle operazioni. Altre indagini valuteranno invece le operazioni sul fronte settentrionale, in Libano contro le milizie sciite di Hezbollah, in Siria e in Iran; i risultati dovrebbero essere resi noti entro la fine del 2026.

Il caso Somaliland

Centinaia di cittadini somali sono scesi in strada ieri sera nella capitale Mogadiscio per protestare contro quella che hanno definito “un’aggressione da parte di Israele”, in seguito alle dichiarazioni del governo di Tel Aviv che intende riconoscere il Somaliland come Stato indipendente. La dichiarazione ha suscitato una forte opposizione da parte del governo federale della Somalia e di alcuni settori dell’opinione pubblica, che considerano la mossa una violazione della sovranità della Somalia. Come riporta l’agenzia nazionale Sonna, il governo somalo ha sempre sostenuto che il Somaliland, a nord della regione, è parte integrante del Paese e ha respinto qualsiasi riconoscimento unilaterale da parte di Stati stranieri. Anche diversi Paesi dell’Unione Africana hanno preso le distanze dalle dichiarazioni di Tel Aviv e hanno espresso solidarietà alla Somalia.

Reazione Iran e Cina

“Il riconoscimento del Somaliland da parte di Israele è insensato e rientra in un programma più ampio volto a dividere e destabilizzare il Corno d’Africa e ad indebolire l’unità e la stabilità regionale”. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei. Secondo l’agenzia Mehr, Baghaei ha esortato la comunità internazionale “a riconoscere la realtà dell’azione divisiva israeliana, che mira a rendere la regione più indifesa contro le aggressioni del regime”. Il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato venerdì che Tel Aviv ha formalmente riconosciuto il Somaliland come “stato indipendente e sovrano” e ha firmato un accordo per stabilire relazioni diplomatiche.

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