Storie Web giovedì, Febbraio 29
Notiziario

L’anno è finito come è iniziato: male. Il colpo di grazia al saldo annuale dei Pir è arrivato con il dato di dicembre che ha evidenziato un impietoso -112 milioni. L’ennesimo risultato negativo che ha chiuso una serie durata ininterrottamente per 12 mesi con un picco di -267 milioni toccato a febbraio.

Il bilancio

E così, secondo l’elaborazione dell’Osservatorio di Plus24 (che rappresenta oltre l’80% del mercato dei piani individuali di risparmio monitorato da Assogestioni), il saldo complessivo del 2023 è arrivato a -2,6 miliardi, vale a dire esattamente quanto fuoriuscito complessivamente dalle casse dei gestori di Pir nel 2019 (-1,1 miliardi), 2020 (-756 milioni) e 2022 (-734 milioni). Che dire? Sempre più difficile fare previsioni sul futuro di questi prodotti e, visti i numeri, crederci potrebbe essere un atto di fede.

Ma in realtà non è così perché secondo la maggior parte dei gestori, questi strumenti sono efficienti e rappresentano un’ottima alternativa per diversificare il portafoglio in un’ottica di lungo periodo. Finora, nonostante le richieste di rimborso, soltanto una società ha tirato i remi in barca (Crédit Suisse che ha convertito il suo fondo azionario Pir compliant in azionario tradizionale), mentre le uniche nuove proposte arrivano dal versante dei prodotti obbligazionari: Eurizon nel 2023 ne ha lanciati quattro dei quali l’ultimo a inizio gennaio. La tipologia conta in totale otto fondi ed è l’unica con i conti in attivo (oltre 19 milioni grazie ai 16 portati in dote da Eurizon Pir Obbligazionario Edizione 4).

L’OSSERVATORIO DI PLUS24 SUI PIANI INDIVIDUALI DI RISPARMIO

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Lo scenario e le performance

Probabilmente gli investitori continuano a riscattare per monetizzare i guadagni conseguito nel corso dei cinque anni necessari per usufruire dell’agevolazione fiscale. In effetti nel periodo, come più volte sottolineato, i rendimenti dei Pir sono stati molto positivi, tutti (tranne 5) a due cifre e in nessun caso negativi. I migliori dal gennaio 2019 a oggi sono stati Lyxor Ftse Italia All Cap (71,8%), Anthilia Small Cap Italia (71,7%) ed Eurizon Pir Italia Azionario (59,3%), mentre i peggiori hanno ottenuto performance comprese tra il 7,7 e il 4,7%. È abbastanza comprensibile che il concreto conseguimento di un guadagno esentasse abbia la meglio sul buon proposito di continuare a finanziare l’economia reale nel lungo termine. Ognuno fa il proprio interesse come è giusto che sia.È plausibile, quindi, che i riscatti possano rallentare nel momento in cui le performance non dovessero essere così positive: in questo caso la durata dell’investimento potrebbe allungarsi complice la necessità di riagguantare l’attivo nel peggiore dei casi o di rivedere dei buoni risultati nella migliore delle ipotesi.

I prodotti

Tornando alla cronaca di dicembre tra i singoli prodotti , da segnalare il buon risultato ottenuto dall’azionario Fideuram Piano Azioni Italia che ha incassato 8,42 milioni, l’unico prodotto della tipologia insieme ad Anthilia Small Cap e a Mediobanca Mid&Small Cap ad aver archiviato il mese con il segno positivo.

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