Storie Web mercoledì, Febbraio 11
Musk ci ripensa: colonizzeremo prima la Luna, poi Marte

L’altro punto è forse da ricercare nel matrimonio fra SpaceX e xAI, fortemente voluto da Musk. Starlink, infatti, funziona bene anche grazie al suo servizio diretto al cellulare, attualmente funzionante con vari operatori nel mondo. Ma il milione di satelliti di cui Musk ha chiesto il permesso, rischiano di succhiare tutte le risorse a disposizione del magnate sudafricano, e potrebbero metterlo in difficoltà. Al momento è difficile dirlo.

Elon, abbiamo un problema

Altro problema tecnico, ma vitale, è che su Marte c’è atmosfera e quindi Musk, nel suo sforzo di farci diventare una specie multiplanetaria, ha sviluppato una navetta con ampio uso di acciaio inox per alte temperature con scudo termico e alette, per resistere alle alte temperature dell’ingresso atmosferico. Questo diventa un problema quando non hai atmosfera, come sulla Luna, e devi andare giù con la parte posteriore, perché il peso è molto maggiore del dovuto, anche se la Luna fa “pesare” la navetta un sesto di quanto è sulla Terra.

I “cattivi” commentatori oggi ricordano le frasi apodittiche di Musk nel passato, come «Penso che sia difficile diventare multi-planetari sulla Luna perché è molto più piccola di un pianeta. Non ha atmosfera. Non è ricca di risorse come Marte. Ha un ciclo giorno di 28 giorni, mentre il giorno su Marte dura 24,5 ore. In generale, Marte è molto più adatto per svilupparsi in una civiltà autosufficiente». Ancora: «Marte ha un giorno di 24,5 ore, che è quasi perfetto… Inoltre, Marte ha molte più probabilità di avere un livello di gravità (1/3 di quella terrestre) sufficiente per crescere i bambini e per la salute a lungo termine».

Ma ce ne sono a decine sulla Rete. Il futuro di xAI, nello spazio o sulla Luna, è importante perché al momento è una macchina inghiotti soldi e forse si mangia anche i guadagni di Starlink in prospettiva. E poi all’orizzonte, che ogni giorno si avvicina un po’ come il bosco del destino nell’inarrivabile Macbeth di Verdi, tornare alla Luna può essere una reazione alla minaccia di Blue Origin, che è di Jeff Bezos, che prende qualche fetta della torta dei contratti Nasa attraverso il programma Artemis.

Condividere.
Exit mobile version