I bambini che stanno crescendo tra smartphone e social network mostreranno entro il 2050 una “neuroplasticità trasformata”, l’uso prolungato dei dispositivi digitali modifica il modo in cui il cervello si struttura e funziona. A pagare il prezzo più alto sono memoria, capacità di attenzione e pensiero critico. Ad affermarlo sono gli esperti riuniti oggi nella Sala della Protomoteca del Campidoglio in occasione del convegno dal titolo “Suonare la mente. Musica e scrittura come abilità nel futuro digitale” promosso dall’Associazione Amici del Campus delle Arti – progetto estivo di formazione musicale a Bassano del Grappa – e dall’Osservatorio Carta, Penna & Digitale della Fondazione Einaudi. L’idea di fondo è che due attività antiche e concrete possano funzionare come terapie: imparare a suonare uno strumento e non abbandonare la scrittura a mano in corsivo.
Numerose ricerche scientifiche internazionali hanno dimostrato che l’abuso che soprattutto i più giovani fanno degli smartphone è direttamente connesso al progressivo deterioramento delle loro facoltà mentali. E a farne le spese sono la memoria, la soglia dell’attenzione e la capacità di elaborare un ragionamento critico e di saperlo esporre. In questo quadro, imparare a suonare strumenti musicali e non perdere l’abitudine di scrivere a mano in corsivo rappresentano vere e proprie terapie per bambini e ragazzi perché permettono loro di sviluppare a pieno le proprie capacità.
Le analogie tra la pratica di uno strumento musicale e la scrittura a mano in corsivo
“Sono molte le analogie tra la pratica di uno strumento musicale e la scrittura a mano in corsivo”, ha detto Andrea Cangini, direttore dell’Osservatorio Carta, Penna & Digitale, “entrambe le attività sollecitano il pieno sviluppo del cervello umano e della mobilità fine. Scrivendo su carta e suonando i giovani potenziano e strutturano la propria intelligenza, il proprio carattere e la propria creatività, contenendo di conseguenza i danni da abuso di smartphone. Per queste ragioni è quantomai opportuno che il sistema scolastico rivaluti e rilanci l’uso della carta e della penna e valorizzi l’educazione musicale”.
Le tre componenti che entrano in gioco durante l’esecuzione musicale: cuore, cervello e corpo
Angela Chiofalo, che insegna pianoforte al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, ha presentato nel suo intervento le nuove tecniche di apprendimento del pianoforte, basate sulle “più recenti scoperte nel campo delle neuroscienze”. È il metodo delle cosiddette 3C: cuore, cervello e corpo. “Le tre componenti che entrano in gioco durante l’esecuzione musicale”, ha spiegato. “È un’indagine che sfiora la neuroestetica, dove l’identificazione dei circuiti cerebrali diviene la base per una conoscenza più profonda del movimento e del pensiero musicale, che esalta l’interpretazione e trasforma il rigore tecnico in forza espressiva”.
Suonare la mente. Musica e scrittura come abilità nel futuro digitale (rainews)
Nel corso della serata, i giovani talenti provenienti dai percorsi formativi del Campus delle Arti, accompagnando i diversi momenti di riflessione, si sono esibiti interpretando celebri composizioni musicali: da Debussy (Arabesque) a Gulda (Ouverture da Concerto per violoncello e fiati) a Bizet/Borne (Fantasia brillante sulla Carmen) e tante altre.

Suonare la mente. Musica e scrittura come abilità nel futuro digitale (rainews)
