Storie Web venerdì, Gennaio 2
Msf e decine di Ong bandite da Gaza dal 1° gennaio

Una valutazione che tuttavia non tiene conto, per esempio, del supporto in campo medico fornito da Msf, che nel solo ultimo anno ha fornito assistenza di base e curato migliaia di abitanti. Diverse organizzazioni internazionali hanno dunque criticato le nuove norme israeliane, definendole arbitrarie e avvertendo che potrebbero mettere a rischio la sicurezza del personale umanitario che, secondo la nuova direttiva, dovrà essere evacuato entro il 1° marzo.

A Gaza si trovano attualmente centinaia di operatori.Per una coincidenza che suona drammatica, la decisione di revocare la licenza arriva mentre i ministri degli Esteri di dieci Paesi hanno diffuso un’allarmante dichiarazione congiunta. «Con l’avvicinarsi dell’inverno, i civili di Gaza si trovano ad affrontare condizioni spaventose, con forti piogge e temperature in calo – avvertono i ministri di Gran Bretagna, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Islanda, Giappone, Norvegia, Svezia e Svizzera -. 1,3 milioni di persone necessitano ancora di urgenti aiuti per l’alloggio. Oltre la metà delle strutture sanitarie è solo parzialmente funzionante e si trova ad affrontare carenze di attrezzature e forniture mediche essenziali. Il collasso totale delle infrastrutture igienico-sanitarie ha lasciato 740mila persone vulnerabili alle inondazioni tossiche».

All’indomani dell’incontro tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu a Mar-a-Lago, in Florida, emergono intanto maggiori particolari sulla parte meno idilliaca del faccia a faccia, i dissidi sulla Cisgiordania occupata. Secondo il sito Axios, il presidente e i suoi principali consiglieri avrebbero chiesto al premier israeliano di evitare azioni provocatorie,e di «riportare la calma». Anche ieri, tuttavia,una decina di coloni sono entrati nella comunità palestinese di Ras Ein al-Auja, a nord di Gerico in Cisgiordania, scatenando scontri. Cinque palestinesi sarebbero poi stati arrestati, mentre un altro è rimasto ferito.

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