Torna a crescere nel 2025 il mercato italiano dei minibond: dopo la battuta d’arresto del 2023, prosegue il recupero avviato nel 2024. Nel corso del 2025 per il secondo anno consecutivo si è registrato un recupero sia nel numero di emissioni (214, +5% rispetto al 2024), sia nel controvalore raccolto con 2 miliardi (+32%, stessa crescita del 2024). Dal 2013 il valore totale raggiunto dalle emissioni è di 14,60 miliardi per un totale di 1.468 imprese
L’Osservatorio Minibond del PoliMI
Sono queste le principali evidenze dell’Osservatorio Minibond 2025 della School of Management del Politecnico di Milano, che aveva previsto la ripresa. Il contributo delle sole piccole e medie imprese, che ha ripreso a crescere, è stato pari a 146 emissioni, per una raccolta di oltre 1 miliardo di euro, superando le grandi aziende che nel 2024 avevano invece fatto la parte del leone. Da record anche l’incremento del controvalore, che nel secondo semestre ha toccato i 9,58 milioni di euro di media. In calo invece le emissioni e la raccolta di minibond ESG. Il mercato potrebbe continuare a crescere alla luce della possibilità di richiedere il supporto del Fondo di Garanzia dello Stato (fino all’80%) anche per i titoli collocati attraverso le piattaforme di crowdfunding.
«Nei prossimi mesi il mercato italiano dei minibond potrebbe svilupparsi ancora di più, soprattutto in uno scenario di ulteriore riduzione dei tassi di interesse – spiega Giancarlo Giudici, responsabile dell’Osservatorio e del Report Minibond 2026 (dodicesima edizione) -. Occorre però l’arrivo di nuovi player specializzati che riescano, da una parte, a intercettare capitali in cerca di rendimenti e dall’altra a supportare le Pmi nella raccolta di capitale finalizzata alla crescita, soprattutto in quelle regioni del Paese dove i minibond sono ancora poco noti».
Una forma di finanziamento alternativa
I minibond sono i titoli di debito (obbligazioni e cambiali finanziarie) di importo inferiore a 50 milioni di euro emessi da società italiane non finanziarie (in particolare società di capitale o cooperative aventi operatività propria) non quotate. Come è noto rappresentano una forma di finanziamento alternativa e complementare al credito bancario per diversificare le fonti e accedere al mercato competitivo degli investitori professionali, per lo più in preparazione di operazioni più complesse come il private equity o la quotazione in Borsa.
Il database dell’Osservatorio conta ormai 2.189 emissioni di minibond effettuate dal 2013 e nel 2025 ha identificato 196 imprese italiane che hanno collocato 214 minibond (131 sono nuove emittenti, contro le 123 dell’anno precedente), in lieve aumento rispetto alle 174 del 2024 per un totale di 2,01 miliardi di euro da (l’anno precedente erano state 208). Di esse, 132 (67%) sono Pmi. Guardando al volume d’affari, sono aumentate le aziende con ricavi fino a 10 milioni di euro, mentre sono calate quelle tra i 25 e i 100 milioni. Il settore più rappresentato resta il manifatturiero (54 emittenti), seguito da holding finanziarie (32), dalle costruzioni (19), dal commercio (17) e dai servizi informatici (12).
