Storie Web lunedì, Gennaio 19
Minerali critici e semiconduttori, Meloni sigla l’alleanza con il coreano Lee

Rafforzare il partenariato economico e industriale, dall’intelligenza artificiale all’aerospazio, dai semiconduttori alle materie prime critiche. Rendere le catene del valore «sempre più forti e sicure». «Dare maggiore sistematicità al coordinamento politico sui grandi temi internazionali», a partire dalla sicurezza dell’Indo-Pacifico. Sono questi i tre obiettivi prioritari condivisi da Giorgia Meloni con il presidente della Corea del Sud, Lee Jae-myung, durante il bilaterale a Seul che si è svolto alle 11 ora locale (nella notte italiana) nella Blue House presidenziale spolverata di neve.

Più in generale, lo scopo del faccia a faccia è stato quello di «esplorare il potenziale inespresso straordinario» dei rapporti bilaterali. Potenziale «illimitato», secondo Lee: «Unendo la tradizione della forza scientifica dell’Italia con il Dna dell’innovazione della Corea potremo creare una sinergia straordinaria e risultati di grande valore».

Il bilaterale a Seul, poi il ritorno a Roma

Meloni è la prima premier italiana in visita ufficiale in Corea da 19 anni (l’ultimo era stato Romano Prodi) e la prima europea dall’insedimanento di Lee. Bisognava «colmare un vuoto troppo lungo», dice nelle dichiarazioni congiunte alla stampa. «Italia e Corea sono vecchi amici – le fa eco Lee -: due anni fa è stato il 140° anniversario delle nostre relazioni diplomatiche, elevate nel 2018 a partenariato strategico». Il bilaterale è l’ultima tappa della missione asiatica della premier, pronta a tornare a Roma. Con il fiato sospeso, sul fronte esterno, per capire l’evoluzione delle relazioni tra Stati Uniti ed Europa, precipitate sul caso Groenlandia. E determinata ad affrontare con gli alleati, sul piano interno, il nodo del pacchetto sicurezza, in vista del Consiglio dei ministri domani. Di certo, nell’agenda di Meloni, c’è per ora soltanto il Consiglio europeo straordinario convocato da Antonio Costa a Bruxelles per giovedì. Si allontana, invece, l’ipotesi di fare tappa a Davos per la riunione del Board of peace per Gaza e la conferenza sull’Ucraina: troppe le tensioni con Trump, troppe le incognite.

Autonomia strategica, intesa sui semiconduttori

«Strategico» è l’aggettivo più utilizzato da Meloni all’avvio del colloquio. La premier cita la volontà di lanciare progetti di ricerca congiunta nel campo dei minerali critici, vista la necessità di «ripensare alle nostre catene di approvvigionamento per renderle più solide, più forti, più controllabili». Si dice «particolarmente fiera» del memorandum of understanding in materia di semiconduttori, siglato tra la Ksia, l’associazione coreana delle industrie dei semiconduttori, e l’Anie-Ce, la federazione italiana delle imprese elettrotecniche ed elettroniche. Un passo fondamentale – commenta Meloni – per ridurre le dipendenze esterne e sostenere l’innovazione in comparti come l’elettronica, l’automotive, le telecomunicazioni. La collaborazione riguarderà anche la ricerca scientifica, con lo scambio di ricercatori e di competenze. Gli altri due MoU firmati riguardano la prevenzione e gestione dei disastri naturali (in campo la nostra Protezione civile) e la tutela del patrimonio culturale.

Investimenti, «l’Italia lavora per favorirli»

La cooperazione con la Corea, secondo la premier, può migliorare anche nei trasporti e nelle infrastrutture, perché le aziende italiane «possono offrire soluzioni innovative che sono già competitive sui mercati internazionali». Ma è sugli investimenti che ci sono ampi margini di crescita. «Per l’Italia – afferma Meloni – è certamente molto importante la presenza in Italia dei grandi gruppi industriali coreani. Stiamo lavorando con questo Governo per creare un ambiente sempre più favorevole agli investimenti esteri, soprattutto nei settori ad alto contenuto innovativo: penso alla robotica, alla microelettronica, all’automotive». Sia Meloni sia Lee citano le piccole e medie imprese, e la loro internazionalizzazione, come destinatarie di particolare attenzione. Il consolidamento del partenariato si tradurrà anche nel superamento di «alcune barriere non tariffarie all’ingresso per i nostri prodotti», specialmente per carne e frutta.

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