
Diciassette articoli e due capi che intervengono in materia di immigrazione e protezione internazionale, attraverso due mosse: la delega al Governo per l’attuazione del Patto Ue sulla migrazione e l’asilo che entrerà in vigore da giugno e la stretta che era stata stralciata dal pacchetto sicurezza, con misure che vanno dalle espulsioni più facili per gli stranieri condannati per alcuni reati al blocco navale. Ma proprio sulla misura bandiera alla quale il Viminale, d’intesa con Palazzo Chigi, non ha voluto rinunciare si è acceso il faro del Colle. Dal Quirinale c’è particolare attenzione alla norma, in quanto serve un esplicito richiamo ai trattati internazionali che, come si sa, hanno valore costituzionale.
L’alt all’attraversamento del limite delle acque territoriali
Il Consiglio dei ministri di ieri pomeriggio ha comunque approvato il disegno di legge sui migranti, come da copione, tenendo il punto sulla possibilità di interdire alle navi l’attraversamento del limite delle acque territoriali per 30 giorni, prorogabili fino a sei mesi, quando ricorrono quattro circostanze (non solo rischio terrorismo, emergenze sanitarie globali ed eventi internazionali di alto livello, ma anche «pressione migratoria eccezionale»), pena una sanzione da 10mila a 50mila euro, e rinunciando invece alla “norma salva-Almasri”. Il blocco navale potrà essere disposto con delibera del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’interno.
Rivisto il giro di vite per i ricongiungimenti
Rivisto, di contro, il giro di vite per i ricongiungimenti familiari, che viene ricondotto nell’ambito della delega e sarà dunque affidato ai successivi decreti legislativi (in questo caso attuativi del regolamento rimpatri) con l’intenzione di introdurre maggiore rigore sia sui requisiti sia sulla platea dei familiari da riunire. La delega, molto ampia, servirà all’attuazione anche degli altri sei regolamenti legati al nuovo Patto Ue (accoglienza, qualifiche, procedure, gestione asilo e migrazione, crisi e forza maggiore, accertamenti alle frontiere esterne ed Eurodac) con una indicazione netta: nel caso di clausole opzionali, si dovrà prediligere l’opzione di maggiore severità. Obiettivo: contrastare «l’abuso di protezione internazionale».
Le strette alla protezione internazionale
Qualche esempio. Si potrà escludere il riconoscimento dello status di rifugiato non solo se il migrante ha commesso reati, ma anche se viene considerato rappresentare «un pericolo per la comunità». Si potrà applicare la procedura accelerata per l’esame della domanda di asilo anche ai minori non accompagnati. E, naturalmente, si recepirà a pieno titolo nell’ordinamento interno il concetto di «Paese terzo sicuro» mantenendo l’elenco nazionale dei «Paesi di origine sicuri». Un assist all’operazione Albania che il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, intende rilanciare.