Storie Web domenica, Febbraio 8
Micro Rgb, Dolby vision 2 e Ai: così il televisore prova a re-inventarsi

Dopo cinque anni, i televisori comprati durante il lockdown sono pronti per la pensione. Questa volta la nuova corsa al “piccolo schermo” non parte dai pixel, ma dai colori. La tecnologia si chiama Micro RGB ed è la vera discontinuità del Consumer Electronic Show del 2026. Non è un Led migliorato, non è un Oled più luminoso. I produttori che l’hano adottato lo presentano come un cambio di paradigma. Come funziona? Nei televisori tradizionali la luce nasce bianca o blu e poi viene filtrata. Nel Micro RGB succede l’opposto: la luce nasce già del colore giusto. Rosso, verde e blu sono LED microscopici, ciascuno sotto i 100 micrometri, che emettono direttamente il colore che vediamo. Niente filtri, niente sprechi. È come passare da una stampante a colori a tre pennarelli puri. Il risultato è una precisione cromatica chirurgica, una luminosità molto più alta degli Oled e l’assenza di uno dei loro incubi storici: il burn-in. Non a caso il nuovo standard premium non è più il 65 pollici da salotto, ma l’85 pollici da parete importante.

L’altro mega-trend del futuro è più scontato e non c’entra la fisica. Il televisore mette di essere un elettrodomestico passivo e diventa un nodo della casa connessa. Va detto che è da un po’ di anni che ci prova e non ci riesce. Le vetrine del Ces riflettono una AI che osserva cosa guardiamo, come lo guardiamo, in che momento della giornata e in quale contesto. Nella visioni dei grandi produttori di elettronica di consumo queste informazioni possono essere incrociate con i dati che arrivano da frigoriferi, telecamere, sensori energetici. Questo vuole dire che potenzialmente suggerisce contenuti, modifica audio e video in tempo reale, sposta una ricetta dallo schermo al forno, spegne luci e ottimizza consumi. Quindi se parlare con uno schermo in salotto non è una novità la scommessa vera è interrogarla sui contenuti che sta mostrando, chiedendole di capire gusti, compromessi familiari e persino ricordi confusi di un film visto anni fa. Gli LLM in altre parole puntano a diventare il telecomando definitivo.

Su questo terreno si muovono i produttori. Samsung ha scelto Las Vegas per mostrare i muscoli. Il suo Micro RGB da 130 pollici è il primo al mondo in questa dimensione: un leviatano da parete con cornice metallica e speaker integrati, più oggetto di design che semplice TV. Dietro l’effetto wow c’è una strategia chiara. La gamma 2026 porterà il Micro RGB dai 55 ai 115 pollici e sarà accompagnata da Vision AI Companion, una piattaforma che trasforma lo schermo in un assistente domestico continuo. Samsung spinge anche sul nuovo standard HDR10+ Advanced, pensato per rispondere a Dolby Vision 2, con picchi di luminosità tra 4.000 e 5.000 nit e un controllo molto più fine delle zone chiare e scure. Nei confronti diretti, l’azienda rivendica colori più saturi, maggiore efficienza energetica e un numero di zone di local dimming che, su un 85 pollici, supera le 7.000.

LG gioca su due tavoli. Da una parte rilancia l’Oled come oggetto di design estremo con il nuovo W6 Wallpaper: 9 millimetri di spessore, elettronica nascosta e connessione True Wireless al box esterno. Dall’altra entra nel mondo Micro RGB con la linea Evo, modelli da 75, 86 e 100 pollici basati sul processore α11 Gen3. Qui l’obiettivo è ridurre la distanza tra LCD evoluti e tecnologie autoilluminanti, grazie a oltre mille zone indipendenti di retroilluminazione e a un controllo Hdr dinamico sempre più raffinato. A completare il quadro arriva Gallery+, la modalità “quadro d’autore” che trasforma il televisore in una parete digitale curata dall’algoritmo.

TCL sceglie una strada diversa e coerente con la sua identità industriale. Al CES non rincorre l’RGB Mini Led, ma rilancia sul Super Quantum Dot con il modello X11L. Qui la promessa è ambiziosa: 100% dello spazio colore BT.2020 senza retroilluminazione RGB, fino a 10.000 nit di luminosità di picco e, sul 98 pollici, 20.000 zone di local dimming. Numeri da laboratorio, ma anche una dichiarazione di forza di un marchio che nel 2025 è stato quello cresciuto di più in Italia. Il sistema operativo è Google TV con Gemini AI integrata, segno che anche TCL punta su un televisore sempre più conversazionale.

Condividere.