Storie Web venerdì, Marzo 20

L’anno scorso la produzione si è ridotta di oltre il 27% – il peggiore anno di sempre – a quota 19mila unità e da inizio anno le giornate di lavoro sono state soltanto 16, con una previsione per il 2026 di 13mila autovetture, un decimo di quanto prodotto nel 2017. «Senza nuovi modelli per Cassino, il territorio rischia la desertificazione industriale» sottolinea Rocco Palombella segretario della Uilm.

«Il 25 aprile scadranno gli ammortizzatori sociali – analizza Mirko marsella segretario della Fim Cisl di Frosinone – e probabilmente si andrà verso una proroga degli ammortizzatori sociali. Non abbiamo alcuna visibilità su nuovi investimenti e guardiamo alla presentazione del piano industriale, il 21 maggio, per avere idea dei possibili sviluppi industriali per Cassino».

La scommessa, per chi lavora a Cassino e per i sindacati che rappresentano i lavoratori della fabbrica di Stellantis e dell’indotto è che in futuro a Cassino vengano assegnate nuove produzioni e nuovi volumi. «Quello che ci preoccupa invece – sintetizza Marsella – è che la fabbrica di Cassino non ha mai prodotto nuovi modelli nati dopo la fusione tra FCA e Peugeot. Dei modelli assegnati dal vecchio piano industriale, in realtà, nessuno è entrato in produzione».

Nuovo Stelvio e nuova Giulia, calendarizzati nel 2025, in realtà non sono mai partiti. Si tratta di una delle scelte fatte dall’ex ceo Carlos Tavares che, per ridurre i costi e prendere tempo sul mercato, aveva deciso di posticipare al 2028 qualsiasi scelta. Una serie di fattori, dunque, ha generato un vero e proprio paradosso: a Cassino si producono ancora modelli del vecchio piano industriale di Sergio Marchionne, di dieci anni fa.

Una situazione preoccupante, dunque. Sia che si guardi ai volumi – l’anno scorso dalla fabbrica sono uscite 19.364 autovetture, -27,9% rispetto all’anno prima, quasi dieci volte in meno rispetto al picco del 2017 – che ai tempi. «Se il 2028 resta il periodo di riferimento per l’avvio della nuova produzione, il rischio è davvero che la situazione degeneri» evidenzia il segretario Marsella.

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