Aumento di 200 euro sui minimi al livello medio di riferimento (il quinto) per i 450mila lavoratori metalmeccanici delle imprese di Unionmeccanica-Confapi. E’ quanto condiviso con i sindacati di settore, Fiom, Fim e Uilm nell’ipotesi di accordo di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, che avrà una vigenza di quattro anni. Si tratta di un aumento che va oltre l’Ipca-Nei prevista, secondo quanto calcolano i sindacati. In tutti i casi, se si dovessero verificare ulteriori picchi inflattivi nei prossimi due anni si attiverebbe la clausola di salvaguardia per tutelare il potere d’acquisto.
Contratto innovativo
Il presidente di Unionmeccanica Confapi, Luigi Sabadini, spiega che «la vera innovazione», dell’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto, «consiste nel disciplinare, quindi promuovere e consolidare, una cultura negli ambienti di lavoro capace di garantire pari opportunità e inclusione per lavoratrici e lavoratori, in linea con l’evoluzione del quadro normativo nazionale ed europeo». Inoltre, aggiunge Sabadini, «l’ipotesi di accordo riconosce e valorizza le specificità delle piccole e medie imprese, tenendo adeguatamente conto della loro dimensione e delle loro caratteristiche organizzative». Per le imprese l’ipotesi di rinnovo ha definito un aumento dei minimi contrattuali in linea con le aspettative delle rivendicazioni a salvaguardia del potere di acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori e tale da garantire alle imprese un impatto equilibrato sui costi.
L’aumento
Il rinnovo del contratto Unionmeccanica-Confapi assicura ai lavoratori un montante economico complessivo di 5.370 euro (dal primo giugno 2025 al 31 dicembre 2028), secondo il calcolo dei sindacati. L’Ipca-Nei prevista nel quadriennio 2025-2028 è pari al 7,2%, ma il contratto è stato rinnovato con un aumento del 9,32%: viene riconosciuto un aumento di 45,50 euro in aggiunta all’inflazione prevista e rimane confermata la clausola di salvaguardia in caso di Ipca-Nei superiore a quella attesa. Inoltre, da giugno 2028 il welfare contrattuale passa da 200 a 250 euro. Le tranches dell’aumento di 200 euro, calcolate sul quinto livello, sono state già in parte erogate, a giugno 2025 per 27,90 euro e a settembre 2025 per 22,10 euro. Saranno poi corrisposte altre 3 tranches a giugno 2026 per 50 euro, a giugno 2027 per 45 euro e a giugno 2028 per 55 euro.
I permessi aggiuntivi e la riduzione di orario
Il rinnovo contrattuale porta rilevanti miglioramenti sulle parti normative, con nuove tutele per le persone con patologie oncologiche e con disabilità, una riduzione di 4 ore dell’orario di lavoro per il personale coinvolto su più turni, l’introduzione della clausola di stabilizzazione per i contratti a termine pari al 20%. Per lo Staff-leasing, è stato introdotto il diritto di assunzione dopo 48 mesi, sono state definite contrattualmente le causali per prorogare i contratti a termine a 24 mesi. In materia di Appalti è stato introdotto l’obbligo in capo alle aziende con più di 400 dipendenti di fornire alle Rsu uno schema informativo contenente informazioni su ditte in appalto, normativa su cambio appalto e appalti di lunga durata. Grazie all’accordo ci sarà maggiore attenzione alla conciliazione vita-lavoro: per la malattia dei figli fino a 4 anni, sono stati previsti 3 giorni di permesso retribuito. E’ stato infine acquisito l’Avviso Comune del 27 maggio 2026 delle Parti Sociali a difesa dei Fondi Previdenziali Contrattuali come Fondapi.
I miglioramenti
«Questo rinnovo dimostra che si possono migliorare gli elementi normativi che danno diritti concreti per i lavoratori precari e segna l’apertura di una strada per affrontare il tema della riduzione dell’orario di lavoro. Ora saranno le lavoratrici ed i lavoratori a decidere con il proprio voto», affermano Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil e Mirco Rota, responsabile dell’ufficio sindacale per la Fiom-Cgil. Secondo quanto spiegano Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim e Massimiliano Nobis, segretario nazionale della Fim Cisl, «è un rinnovo importante che tutela e aumenta il salario dei 450mila lavoratori metalmeccanici delle PMI: nel quadriennio abbiamo ottenuto un incremento salariale mensile importante di 200,00 euro superiore all’inflazione prevista 2025-28. L’accordo permette di affrontare i mutamenti del mondo del lavoro e produttivo, con strumenti innovativi e partecipativi. L’impegno futuro della Fim Cisl sarà comunque quello di rafforzare la contrattazione di secondo livello nelle 40.000 aziende che applicano il contratto rinnovato, per rafforzare e migliorare ulteriormente le retribuzioni e le condizioni di lavoro».
