Storie Web venerdì, Febbraio 20
Meloni: giuste le parole di Mattarella sul Csm, al referendum non si vota su di me

Quella della giustizia «non è una riforma di destra o di sinistra», è «una semplice riforma di buon senso che consente di avere una giustizia più giusta, che consente di liberare il merito dei magistrati anche dal gioco delle correnti, e che stabilisce un principio secondo me banale ma molto importante, cioè che anche il magistrato, quando dovesse sbagliare, verrà giudicato da un organismo terzo» ha affermato la presidente del Consiglio. «Queste sono le cose che fa la riforma, e io penso che sia importante stare sul contenuto di questa riforma e non, diciamo, cercare di trasformarla in una polarizzazione, in un referendum sul governo. Questo interessa chi non può stare nel merito, non interessa a noi, perché io penso che questa riforma e la sua conferma possano semplicemente fare del bene all’Italia».

«Vera campagna deve iniziare, faremo di tutto per fare votare il referendum»

 

Nel corso dell’intervista Meloni ha detto: «Se ho imparato a capire qualcosa di politica, questi sondaggi a 6 settimane dal voto, quando noi sappiamo bene che la stragrande maggioranza dei cittadini decide negli ultimi giorni, nelle ultime settimane, se andare a votare, se non andare a votare, cosa andare a votare, lasciano un po’ il tempo che trovano. Penso che la campagna, la vera campagna di questo referendum, debba ancora cominciare. Noi siamo oggi più o meno a un mese dalla data del voto. Faremo quello che possiamo, ma credo che questo lo debbano fare tutti, per fare in modo che ci sia più gente possibile che va a votare e che vota consapevolmente». «È ovvio – ha aggiunto – che io credo nella democrazia, quindi più gente partecipa alle elezioni e più penso di aver fatto bene il mio lavoro. Ma credo che valga lo stesso per tutti i partiti politici».

«Non vogliamo tornare ai tempi delle Br, la Francia a loro dava asilo»

Meloni ha poi commentato la reazione del presidente francese Emmanuel Macron alla dichiarazioni della presidente del Consiglio italiana sulla morte del militante nazionalista Quentin Deranque in un pestaggio ad opera di avversari politici. «Io vedo un clima che non mi piace, lo vedo in Italia, lo vedo in Francia, lo vedo negli Stati Uniti. Ho commentato anche l’omicidio di Charlie Kirk quando fu, e non perché ci sia volontà di ingerire nei fatti altrui, ma perché credo sia una riflessione che le classi dirigenti devono fare su come si combatte un clima che può riportarci indietro di qualche decennio, una storia che l’Italia ha vissuto molto bene e che tra l’altro la Francia conosce molto bene, avendo dato asilo politico a fior fiore di brigatisti rossi per qualche decennio. Quindi voglio dire, io non l’ho vissuta come un’ingerenza».

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