Storie Web sabato, Febbraio 14
Meloni all’Assemblea dell’Unione africana: “L’Italia e l’Europa non possono prescindere dall’Africa”

“L’Italia e l’Europa non possono pensare al futuro senza prendere l’Africa nella giusta considerazione, perché il nostro futuro dipende dal vostro”: è il messaggio centrale che la premier Giorgia Meloni ha voluto consegnare all’Assemblea dei capi di Stato e di governo dell’Unione africana, ad Addis Abeba. Lo dice, Meloni, all’indomani del secondo vertice Italia-Africa col premier Abiy Ahmed Ali, che si è tenuto ieri nella capitale dell’Etiopia.

“L’invito a partecipare all’Assemblea dei capi di Stato e di governo dell’Unione africana, il forum dove questa organizzazione discute le sue fondamentali scelte politiche e determina la direzione strategica del Continente, è una riconoscimento che può solo rendere orgogliosa l’Italia. L’Italia lo accetta con rispetto e senso di responsabilità. È una dimostrazione di fiducia che non deluderemo” aggiunge Meloni, unica leader occidentale presente al summit africano, cui partecipa anche il segretario generale Onu Guterres.

“La Storia ha ripreso a correre e l’Africa non è un capitolo marginale”

“Si dice spesso, nelle tante analisi dei tempi difficili e complessi che stiamo vivendo, che la Storia abbia ripreso a correre. È vero. E io credo che oggi stia correndo qui. L’Africa non è un capitolo marginale di questa Storia, tutt’altro, e chi non comprende questo scenario rischia di restare indietro. Ma chi lo comprende vede la realtà: un Continente con mille peculiarità e mille esigenze, talvolta molto diverse tra loro. Un Continente ricco di risorse, materie prime e terre coltivabili, che può contare su una forza decisiva nell’era della conoscenza: il capitale umano” ha detto Meloni in un altro passaggio del suo intervento all’Assemblea. “Per questo – ha aggiunto – l’Italia ha concentrato gran parte delle proprie energie su progetti di formazione per i giovani, anche nel campo dell’Intelligenza artificiale”.

Piano Mattei: mettere il know-how, le tecnologie e gli investimenti al servizio dell’Africa

La premier, nel suo intervento, è tornata sul Piano Mattei per l’Africa. Ieri, nelle dichiarazioni congiunte con il primo ministro etiope, aveva precisato che “non concepiamo il Piano Mattei come un piano italiano per l’Africa, ma come il contributo dell’Italia alla vostra agenda, con un’attenzione particolare quest’anno ai progetti legati all’acqua”. “Si tratta – ha sottolineato ancora la premier – di una piattaforma aperta per mettere il nostro knowhow, le nostre tecnologie e i nostri investimenti al servizio degli obiettivi che l’Unione africana ha delineato nell’Agenda 2063, a partire dalla creazione di un’area di libero scambio continentale integrata e prospera. È un obiettivo ambizioso, che sosteniamo e che richiederà interconnessioni economiche efficienti, sicure e rapide per essere realizzato. Come il Corridoio di Lobito, la dorsale ferroviaria e infrastrutturale che collegherà i mercati africani a quelli globali e avvicinerà persone, idee ed economie. Un progetto strategico che vede l’Italia in prima linea insieme agli Stati Uniti e all’Unione europea”.

“Garantire la libertà di scegliere di restare nel proprio Paese”

L’Italia intende continuare a essere un ponte privilegiato tra Europa e Africa, mettendo a disposizione la solidità delle proprie istituzioni, la grande tradizione di dialogo e la competenza delle sue imprese. Vogliamo farlo anche per raggiungere un altro obiettivo che tutti consideriamo fondamentale: garantire agli uomini e alle donne di questo continente una libertà troppo spesso negata, la libertà di scegliere di restare nel proprio Paese, di contribuire alla sua crescita senza essere costretti a lasciarlo, spesso pagando trafficanti senza scrupoli e rischiando la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo”: la presidente del Consiglio è voluta tornare su un tema a lei caro, l’importanza di veder garantita la libertà di non emigrare per quelle popolazioni oggi costrette a farlo per fame o guerra, scegliendo di restare nel proprio Paese e non essere forzati a trasferirsi altrove.

“Coloro che ritengono che la migrazione sia necessaria e indispensabile agiscono in realtà in modo egoistico. Se i giovani lasciano la propria terra e il proprio popolo alla ricerca della promessa di una vita migliore, che ne sarà della storia, della cultura e dell’esistenza del Paese che hanno abbandonato?” ha proseguito Meloni, citando tra le altre cose il cardinale guineano Robert Sarah, “un figlio orgoglioso dell’Africa, che tiene il futuro dell’Africa vicino al proprio cuore”.

La scelta di andare in Africa e di disertare Monaco, la differenza di vedute con Merz

Sullo sfondo di queste considerazioni, non è passato inosservato – ai commentatori e agli analisti – come, in appena due giorni, la comunanza di intenti che la premier aveva voluto evidenziare con il cancelliere tedesco Friedrich Merz al vertice in Belgio, sottolineando la rinnovata sintonia italo-tedesca in chiave antifrancese, svanisce come neve al sole. Il capo del governo di Berlino ha infatti duramente criticato, alla Conferenza di Monaco, la cultura Maga portata avanti dall’amministrazione Trump, e ieri ha parlato in toni drammatici della frattura che si è creata tra le due sponde dell’Atlantico, rimarcando che “il vecchio ordine mondiale non esiste più”. Meloni, a distanza, ha invece voluto attenuare queste critiche, dicendo a chiare lettere che non condivideva le parole del collega tedesco.

Oggi, inoltre, Meloni ha dovuto precisare che, per lei, la distanza tra Europa e Usa non è incolmabile e, anzi, va accorciata e non allungata. Quasi un’eco alle parole pronunciate a Monaco da Marco Rubio, segretario di Stato Usa, che ha teso una mano ai leader europei, dicendo che tra Europa e America c’è un “legame indistruttibile”.

Convertire il debito in investimenti

Per “costruire un’Africa veramente libera e capace di determinare il proprio destino”, è “cruciale affrontare la questione del debito”: “abbiamo voluto tracciare una rotta anche su questo tema”, ha ricordato poi la premier. “L’Italia ha deciso di lanciare un ampio programma di conversione del debito dei Paesi africani, che prevede, tra i punti principali, la trasformazione completa del debito dei Paesi più fragili e vulnerabili in investimenti, e il rafforzamento del contributo ai fondi Ida della Banca Mondiale” ha sottolineato la presidente del Consiglio. “Allo stesso modo, abbiamo introdotto specifiche clausole di sospensione del debito nei nostri prestiti bilaterali, consentendo ai Paesi africani colpiti da eventi climatici estremi di liberare spazio fiscale per sostenere le proprie popolazioni e ricostruire le infrastrutture essenziali”. Per Meloni, “sono scelte fondate sulla giustizia e sulla responsabilità, fondamentali per liberare risorse vitali per lo sviluppo e per garantire pace e prosperità, anche nelle aree del Continente oggi più colpite da instabilità, insicurezza e gravi crisi umanitarie, come il vicino Sudan e la parte orientale della Repubblica Democratica del Congo”.

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