Storie Web giovedì, Febbraio 29
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L’aver chiuso nel cuore della notte il match di secondo turno ha portato Medvedev ad affrontare in modo diverso la preparazione alla sfida con Auger-Aliassime, che ha battuto nettamente. Il russo forse ha trovato la soluzione giusta agli Australian Open.

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Daniil Medvedev dopo aver fatto letteralmente le ore piccole contro Ruusuvuori nel secondo turno si è agevolmente qualificato per gli ottavi di finale degli Australian Open. Il russo per la settima volta su sette ha battuto il canadese Auger-Aliassime, e lunedì non troverà il temibile Dimitrov ma il portoghese Nuno Borges. Raggiante per il successo l’ex numero 1 ha tenuto banco nell’intervista sul campo nella quale ha realizzato un piccolo show, che ha avuto come tema il recupero dopo la sfida notturna del turno precedente.

Medvedev e Ruusuvuori hanno finito il loro match giovedì (anzi in realtà già venerdì) quando a Melbourne erano le 3:40 del mattino. Non è record per gli Australian Open, ma è stato in ogni caso faticoso per entrambi. Il faticoso è scoppiato, il russo ha festeggiato un successo da 2 set a 0 sotto. Al termine di quella partita il russo disse che non sarebbe andato a letto prima delle 6:30 del mattino, perché c’è tutta una routine da seguire al termine di ogni incontro.

Stavolta con Auger-Aliassime la partita è finita presto, si è chiusa prima delle 22 locali. Medvedev ha chiacchierato con l’ex numero 1 Jim Courier e con l’americano si è tornati a parlare del post-Ruusuvuori. A domanda: Hai finito la tua ultima partita verso le 4, si può sapere a che ora sei andato a letto?“, il russo ha risposto: “Sì. Come ho detto non è facile. Non mi sento fresco né al 100%. Abbiamo cercato di fare il miglior lavoro possibile con il mio team. Comunque sono andato a letto alle 7 e mi sono svegliato alle 12. Poi ho dormito bene la notte succcessiva. Almeno ho questa super abilità. Posso dormire dove voglio, quando voglio”. 

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Gli spettatori si sono piegati in due e hanno agevolato lo show di Medvedev che ha continuato dicendo: “Quando ero molto giovane, forse fino ai 21 anni, uscivo e facevo tardi. Ora non è più così. Fare così tardi pensavo non fosse un bene per il mio tennis. Ma non ho giocato come ho giocato adesso e forse alcuni allenamenti saltati perché non ho dormito mi hanno aiutato a giocare bene oggi. Spero sia stato così”.

Poi ha chiosato dicendo: “La cosa migliore è andare a letto alle 11 e svegliarsi alle 9 del mattino”. Medvedev si è zittito, ha sentito sorridere e tanto gli spettatori e ha continuato: “Ho un buon sonno. Ma in realtà ragazzi, qui dove abito, alle 8 a colazione non c’è nessuno, mentre alle 10 c’è tanta gente. Quindi non ridete troppo”.

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