Storie Web lunedì, Febbraio 2
Mediterranea: «Possibili 1000 dispersi in mare con il ciclone Harry»

«Potrebbero essere mille le persone disperse in mare durante il ciclone Harry». Lo afferma, in una nota, Mediterranea. “Si stanno delineando i contorni della più grande tragedia degli ultimi anni lungo le rotte del Mediterraneo centrale e i governi di Italia e Malta tacciono e non muovono un dito”, denuncia Laura Marmorale, presidente di Mediterranea Saving Humans, che rilancia le nuove testimonianze e i nuovi elementi raccolti negli ultimi giorni dai Refugees in Libia e Tunisia.

Mediterranea sottolinea che tra le varie testimonianze relative a questo periodo sono quelle raccolte «dai Refugees tra le comunità presenti in Tunisia a fornire un quadro molto più ampio e allarmante». Secondo queste testimonianze, infatti, «dal 15 gennaio in poi, di fronte a una pressione crescente da parte dei militari tunisini con rastrellamenti e devastazioni negli accampamenti informali negli uliveti intorno a Sfax e un allentamento dei controlli sulle spiagge, diversi convogli sono partiti da diversi punti costieri. Secondo le testimonianze raccolte da persone che avrebbero dovuto trovarsi su queste imbarcazioni ma che sono state costrette ad aspettare per mancanza di denaro, nonché dai parenti di coloro che sono partiti, interi convogli non sono mai tornati. Si dice che un solo trafficante, conosciuto localmente come Mohamed ’Mauritania’, abbia spinto cinque convogli, ciascuno dei quali trasportava tra le 50 e le 55 persone».

«Di fronte a questo – conclude la presidente di Mediterranea Saving Humans – il silenzio e l’inazione dei governi di Malta e Italia sono agghiaccianti: di chi ha perso la vita in mare non si deve parlare, soprattutto quando queste morti mostrano il fallimento delle politiche migratorie e della collaborazione con Libia e Tunisia, e mentre si stanno preparando nuovi brutali provvedimenti contro le persone migranti e la solidarietà. Ma, come all’apertura venerdì scorso del processo per la strage di Cutro, insieme a Refugees in Libia e Tunisia, non smetteremo di chiedere con forza verità e giustizia anche di fronte a questa tragedia di inaudite proporzioni».

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