Si è conclusa con esito positivo la quinta missione di cardiochirurgia pediatrica dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova ad Amman, dove sono stati operati dieci bambini affetti da gravi cardiopatie congenite provenienti da contesti di guerra e profuganza.
Gli interventi, eseguiti in cinque giorni presso l’ospedale Al Khalidi, hanno riguardato piccoli pazienti tra i 2 mesi e i 15 anni arrivati da Gaza, Ramallah, Siria e dai campi profughi giordani. Tutti i pazienti sono sopravvissuti e dimessi dalla terapia intensiva, alcuni già rientrati a casa.
L’iniziativa rientra in un programma internazionale sostenuto dalle organizzazioni Gift of Life Amman e Gift of Life New York, rivolto a bambini senza accesso alle cure nei Paesi colpiti dai conflitti. Durante la missione, il team ha operato in condizioni di sicurezza difficili, con ripetuti allarmi antiaerei legati alle tensioni regionali. «Abbiamo lavorato per tutta la settimana con allarmi antimissile attivi decine di volte al giorno», ha spiegato il responsabile delle missioni cardiochirurgiche internazionali Francesco Santoro.
Alla missione hanno partecipato specialisti del Gaslini, dell’ospedale di Massa e colleghi provenienti da Nablus e Ramallah, in un lavoro congiunto di cooperazione sanitaria. Il progetto in Giordania è parte di un programma avviato nel 2019 e temporaneamente rallentato dopo il 7 ottobre 2023; complessivamente sono oltre 100 i piccoli pazienti trattati nelle diverse missioni in Medio Oriente. Parallelamente è in fase di definizione un protocollo per l’evacuazione sanitaria verso Amman di bambini con cardiopatie congenite provenienti da Gaza, con il supporto di Ong internazionali e autorità locali.
Il team ha già annunciato una nuova missione in programma a ottobre 2026, con l’obiettivo di garantire continuità agli interventi chirurgici e ampliare la presa in carico dei casi più complessi. Dal 2024, sotto l’egida del Governo italiano e del Ministero della Salute, il Gaslini ha inoltre coordinato trasferimenti e cure per 26 bambini palestinesi ricoverati a Genova e partecipato a missioni sanitarie in diversi Paesi dell’area mediorientale.
