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Notiziario

Dopo lo tsunami della pandemia e le maxi carenze in corsia che hanno stravolto la vita dei medici tra turni massacranti e straordinari infiniti arriva una boccata d’ossigeno con la firma finale dei sindacati all’Aran martedì 23 gennaio del contratto 2019-2021 scaduto ormai da tre anni. Scattano aumenti medi lordi di 289 euro al mese più gli arretrati che i camici bianchi vedranno in busta paga tra febbraio e marzo, ma anche passi in avanti riguardo al trattamento normativo in tema di orario di lavoro, pronte disponibilità, guardie mediche e sulla possibilità per le Asl di spostare i sanitari tra un ospedale e l’altro.

Per gli incrementi economici stanziati oltre 600 milioni

Come detto sul piano del trattamento economico il contratto riconosce a 135mila medici (120.063 medici e 14.573 dirigenti sanitari non medici) aumenti complessivi medi mensili – tra parte fissa e parte variabile – di 289 euro lordi medi (gli importi ovviamente variano in basse ad anzianità e carriera) per 13 mensilità e arretrati compresi tra i 6mila e oltre 10mila euro pro capite. È stata introdotta per la prima volta una nuova indennità di specificità sanitaria per i profili diversi da quello medico e veterinario, e nel testo ha trovato spazio anche la disciplina del lavoro agile e del lavoro da remoto nonché l’assunzione dei dirigenti specializzandi a tempo determinato. Inoltre sono state introdotte le nuove indennità di pronto soccorso e di specificità sanitaria, in precedenza non previste. Per finanziare gli incrementi economici del contratto 2019-2021 sono stati stanziati in tutto 618 milioni.

Stop al lavoro extra “regalato” agli ospedali

Tra gli interventi più attesi nel nuovo contratto c’è lo stop al lavoro “regalato” oltre le 34 ore più 4 contrattualmente dovute, su cui le sigle sindacali hanno fatto quadrato: con il nuovo accordo superato un tetto definito che varierà da ospedale a ospedale (secondo un algoritmo) le ore andranno recuperate come ferie e riposo entro un anno e mezzo. Il punto riguarda il comma 3 dell’articolo 27 relativo all’orario di lavoro, grazie al quale viene di fatto ristretta l’applicabilità del comma 3 dell’articolo 15 della Legge 502/92. Un articolato che rendeva possibili da parte delle aziende sanitarie interpretazioni così estensive da portare alla cancellazione per i medici, in quanto dirigenti, di centinaia di ore lavorate oltre alle 34 + 4 contrattualmente dovute. Ora con il nuovo contratto arriva il riconoscimento e il recupero di queste ore di lavoro.

Più tutele anche su guardie, reperibilità e medici globetrotter

Tra gli altri punti qualificanti ci sono anche una riduzione di guardie e reperibilità, lo sblocco delle carriere, il riconoscimento delle ferie anche in caso di trasferimento ad altra azienda, l’impossibilità di fare guardie o reperibilità contemporaneamente in più presidi e anche l’eliminazione del servizio esterno per gli ospedali e presidi ospedalieri che alimentava il fenomeno dei medici “globetrotter”: in pratica per coprire i buchi i sanitari potevano essere chiamati a coprire un turno in una sede ospedaliera magari distante della stessa azienda sanitaria. Ad arginare il fenomeno c’è anche la norma contrattuale che prevede la definizione della sede di lavoro e della sede di guardia. Previste anche maggiori tutele per i medici in formazione (gli specializzandi) con un riconoscimento più certo di ruolo, diritti e competenze attraverso una loro contrattualizzazione.

Si guarda già al nuovo contratto 2022-2024

La firma definitiva «segna un importante traguardo per Aran e sindacati – afferma il presidente dell’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, Antonio Naddeo -. Oltre ai significativi incrementi stipendiali, vi sono infatti una serie di previsioni normative innovative su orario di lavoro, pronte disponibilità e guardie, che permetteranno una migliore qualità della vita per i medici. Ora, guardiamo alla nuova tornata contrattuale 2022-2024, dove il settore sanità rappresenta una priorità per gli obiettivi fissati dal Governo». Soddisfatto per la firma definitiva Pierino Di Silverio, segretario del sindacato Anaao Assomed (la principale sigla dei camici bianchi), che parla di un contratto «sicuramente migliorativo»: «Ci sono luci ed ombre ma questo è senza dubbio un contratto positivo per vari aspetti. Infatti, abbiamo risolto il problema annoso dell’orario lavorativo eccedente, facilitato l’accesso alle carriere, ridotto la possibilità di utilizzare i medici come globetrotter costretti a spostarsi tra sedi lontane e introdotto e contrattualizzato gli specializzandi». Insomma, «tante novità positive, anche se c’è ancora molto da lavorare per rendere questa professioni più attrattiva».

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