Storie Web giovedì, Agosto 13

Secondo l’ong Save the Children, a due settimane dall’arrivo in massa di oltre 70.000 persone che hanno attraversato illegalmente il confine con il Marocco, circa 4.000 minori a Ceuta rimangono fuori dal sistema di protezione, in attesa di identificazione, localizzazione e invio ai servizi sociali, mentre il governo sostiene che circa 2.500 minori rimangono per le strade della città.

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A mettere in evidenza la discrepanza tra le cifre ufficiali e quelle riportate dalle ong è El Pais, secondo cui la differenza evidenzia la portata della crisi dei minori migranti a Ceuta.

Molti di questi bambini e adolescenti, per Save the Children, vivono ancora per strada, senza un luogo sicuro dove dormire o un accesso adeguato ai servizi di base. Circa 1.500 di loro sono attualmente sotto la tutela della ong, che precisa che il numero di coloro che attendono l’identificazione è una stima a causa della difficoltà di localizzare tutti quelli che sono sparsi in diverse zone della città. Un team di Save the Children si trova attualmente a Ceuta per valutare le condizioni in cui vivono i bambini e gli adolescenti, individuare i bisogni di protezione più urgenti ed eventuali situazioni di vulnerabilità.

L’organizzazione chiede luoghi sicuri e assistenza per i minori

Save the Children esorta le autorità a potenziare immediatamente le squadre e le risorse dedicate alla localizzazione, all’identificazione e alla protezione delle bambine e dei bambini che rimangono fuori dal sistema, e a garantire che ogni minore abbia accesso a un luogo sicuro dove dormire, al cibo, all’acqua, all’assistenza sanitaria, al sostegno specializzato e all’assistenza psicosociale. L’organizzazione chiede il trasferimento urgente dei minori non accompagnati verso altre Comunità autonome spagnole, in linea con i meccanismi stabiliti, nonché una valutazione di tutti gli spazi pubblici disponibili, compresi quelli di proprietà o gestiti dallo Stato, dalle Comunità autonome o dalla città di Ceuta, che potrebbero essere utilizzati per fornire alloggi sicuri, affinché nessun bambino sia costretto a dormire per strada.

Inoltre, l’organizzazione per la tutela dell’infanzia ribadisce la propria disponibilità a sostenere le autorità competenti, mettendo a disposizione la propria esperienza in materia di protezione dell’infanzia e migrazione, per contribuire a garantire una risposta efficace e adeguata alle esigenze dei bambini.

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