Storie Web lunedì, Gennaio 19
Manovra, resta il nodo degli investimenti per la crescita

C’è ancora tempo per trasformare la manovra di bilancio in un provvedimento capace davvero di riattivare la crescita? È molto difficile, soprattutto alla luce della fatica con cui il governo sta individuando risorse aggiuntive per migliorare il testo in Parlamento. Lo dimostra ad esempio la sofferta trattativa con le banche sul perimetro del loro contributo.

Per imprese e politica industriale – tra nuovo piano Transizione 5.0, credito d’imposta per gli investimenti nella Zona economica speciale, finanziamenti della Nuova Sabatini, contratti di sviluppo, misure per l’internazionalizzazione – sono stati stanziati tra 8 e 9 miliardi per l’intero triennio che copre la manovra, la stessa cifra che a parere di Confindustria sarebbe stato importante stanziare ogni anno fino al 2028.

Non è però solo un tema di risorse. Prevale una logica di incentivazione orizzontale dell’industria, con una limitata attenzione all’innovazione tecnologica mirata alle filiere strategiche e a nuovi settori della digitalizzazione. Non si intravede poi un progetto per supportare la ripresa dei comparti manifatturieri che si stanno disgregando, come l’automotive e la siderurgia.

Priorità alla stabilità dei conti

Lo schema che per ora è emerso da questa legge di bilancio riflette gli sforzi del governo Meloni di dare stabilità ai conti pubblici – sforzi riconosciuti anche da istituzioni e osservatori internazionali, a partire dalle agenzie di rating – ma non sembra essere in grado di cambiare la narrazione di un Paese che, nel triennio 2025-2027, metterà a segno una crescita cumulata del 2%, il dato più modesto dell’Eurozona. Un Paese in cui la produttività del lavoro in dieci anni è cresciuta di un impalpabile 0,7%, cinque volte meno della media dell’Eurozona. Confortano i dati dell’occupazione in crescita ma non si può non riflettere sulle caratteristiche dei posti di lavoro, con una forza trainante del terziario mentre la manifattura arranca sotto il peso di indici di produzione industriale reduci da una sequenza record di segni meno.

Possibili ritocchi last minute

Per questo alla fine, al di là di ritocchi alla manovra che pure sembrano essere nell’aria – ad esempio una semplificazione del piano di incentivi Transizione 5.0 e una sua proroga forse fino al 2028 – resta la sensazione che il disegno triennale di bilancio avrebbe richiesto una dose maggiore di coraggio sugli impegni per la crescita e la politica industriale.

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