
No alla stretta sulle pensioni. È l’indicazione del senatore del Carroccio e relatore della legge di bilancio, Claudio Borghi, che ha depositato in Commissione bilancio del Senato il subemendamento alla proposta del governo alla manovra, che punta a “cancellare la parte sulle pensioni relativa all’allungamento delle finestre del pensionamento anticipato e al riscatto della laurea”, sostituendola con “una copertura che noi abbiamo individuato nell’Irap sulle banche, specificando però che si tratta di una clausola di salvaguardia”.
La necessità di questa clausola, spiega Borghi, viene dal fatto che “le regole europee, in termini di materia pensionistica, prevedono, anziché un orizzonte di tre anni, uno di dieci; e quindi, dato questo orizzonte e dato che la norma sulla previdenza complementare, in astratto, potrebbe indurre più persone al pensionamento anticipato, allora bisogna mettere gli eventuali oneri. Certo – chiosa il senatore leghista – che è tutto un “se” incredibile, io non so che succede tra sette anni … stiamo parlando di nulla. Soprattutto, non so se” la norma in questione “viene accettata nella sua totalità: è come ai tempi di quota 100, che chiedeva una copertura da 9 miliardi e poi alla fine il tiraggio è stato di 3miliardi”, ricorda.