Storie Web giovedì, Febbraio 19
Macron contro Meloni: «Non commenti quello che accade agli altri»

Ognuno a casa sua. Il presidente francese Emmanuel Macron risponde direttamente alla presidente del consiglio italiana Giorgia Meloni sulla questione del linciaggio di Quentin Déranque: in un breve discorso dal carattere républicain (nell’accezione francese del termine) contro la violenza politica della sinista e della destra Macron ha detto che «per quanto riguarda gli altri commenti politici che vedo, sono sempre colpito dal vedere persone che sono nazionaliste, che non vogliono essere disturbati a casa loro, sono sempre i primi a commentare quel che accade agli altri. Che ciascuno resti a casa propria e le pecore saranno ben custodite».

«Parla di Giorgia Meloni?», gli ha chiesto un cronista. «Avete capito bene», ha risposto il presidente, in visita a New Delhi. 

La presidente del consiglio italiano aveva scritto su X un messaggio di cordoglio e condanna della vicenda. «L’uccisione del giovane Quentin Deranque in Francia è un fatto che sconvolge e addolora profondamente. La morte di un ragazzo poco più che ventenne, aggredito da gruppi riconducibili all’estremismo di sinistra e travolto da un clima di odio ideologico che attraversa diverse Nazioni, è una ferita per l’intera Europa. Nessuna idea politica, nessuna contrapposizione ideologica può giustificare la violenza o trasformare il confronto in aggressione fisica. Quando l’odio e la violenza prendono il posto del dialogo, a perdere è sempre la democrazia».

Nessuna polemica diretta, ma in Francia e soprattutto a Lione, da sempre teatro di scontri tra destra e sinistra – forse anche pochi minuti prima dell’uccisione di Déranque – il rischio è quello di una ripresa delle violenze politiche. Lo sforzo di Macron va quindi in una direzione più ampia di quella della semplice condanna dell’estremismo di sinistra, che non è mancata neanche nei giorni precedenti l’assalto. La frase su Meloni era non a caso preceduta da una più ampia riflessione sulla violenza politica: «Nessun gruppo che faccia ricorso alla violenza – aveva appena detto il presidente – ha legittimità nella Repubblica e lo dico con grande forza. Sì, i partiti estremi devono fare pulizia al loro interno, in questo caso l’estrema sinistra, ma anche gli altri partiti estremi, anche la destra, che ha talvolta nelle proprie fila militanti che giustificano l’azione violenta».

Dopo le parole di Macron, anche il ministro degli Interni italiano Antonio Tajani è intervenuto spiegando che la morte di Déranque è «un fatto grave che riguarda tutti». «L’uccisione di un giovane attivista francese, per lo più in un contesto universitario – ha scritto su Facebook – è un fatto grave che riguarda tutti, un episodio che va condannato senza esitazioni. Un omicidio che non ha confini, un monito a chi usa odio e violenza, a chi insulta e professa un linguaggio offensivo».
«Ci sono stati tanti Quentin in Italia – ha poi aggiunto – Alcuni nei periodi più bui della Repubblica. Ecco, condannare episodi come quello di Lione serve anche a questo, a far sì che non si ritorni ad un brutto passato anche in Italia. Perché la politica è soprattutto dialogo e confronto, anche con chi non la pensa come noi».

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