La Francia aumenterà il numero delle sue testate nucleari. «La mia responsabilità è garantire che la nostra deterrenza mantenga — e mantenga anche in futuro — la sua capacità di distruzione» in un «ambiente pericoloso, mutevole e caratterizzato dalla proliferazione» delle armi atomiche, ha detto il presidente Emmanuel Macron nel suo discorso alla base dell’Ile Longue, in Bretagna, dove stazionano sottomarini che assicurano al Paese il second strike in caso di attacco. «Per questo ho ordinato di aumentare il numero di testate nucleari del nostro arsenale». «Per porre fine a qualsiasi speculazione – ha aggiunto – non comunicheremo più le cifre del nostro arsenale nucleare, contrariamente a quanto poteva avvenire in passato»: è un aspetto di quella ambiguità strategica che ha già introdotto in passato. «Per essere liberi, dunque, bisogna essere temuti, e per essere temuti bisogna essere potenti. Questo aumento del nostro arsenale ne è la dimostrazione».

L’ombrello nucleare sarà esteso anche ai Paesi europei, ma «non ci sarà nessuna condivisione della decisione ultima» che resterà nelle mani della Presidenza della Repubblica francese: «In virtù della nostra Costituzione, essa spetta esclusivamente al presidente della Repubblica, responsabile davanti al popolo francese». Non ci sarà neanche un’automatismo negli interventi: «Di conseguenza – ha aggiunto Macron – non vi sarà neppure alcuna condivisione della definizione degli interessi vitali, che resterà oggetto di valutazione sovrana del nostro Paese. E per questa ragione, come nelle altre alleanze nucleari, anche quando dispongono di piani e procedure, non vi sarà alcuna garanzia nel senso stretto del termine.».

Tutto avverà in «totale trasparenza» verso gli Stati Uniti e in collaborazione con la Gran Bretagna. La collaborazione con gli altri Paesi inizierà con la Germania, «partner chiave, il più ambizioso», poi verrà allargato ad altri. Sono già interessati, oltre a Londra e Berlino, «la Polonia, i Paesi Bassi, il Belgio, la Grecia, la Svezia e la Danimarca».

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