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Notiziario

Il 15,5% degli studenti nell’anno scolastico 2022/2023 ha deciso di non seguire le ore di Insegnamento della religione cattolica. È un numero cresciuto costantemente negli ultimi anni. Le rinunce diventano sempre più frequenti man mano che gli studenti crescono: alle superiori sono quasi il doppio delle elementari.

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È cresciuto il numero di studenti che decidono di non avvalersi dell’ora di Insegnamento della religione cattolica (Irc) a scuola: nell’anno scolastico 2022/2023 è stato il 15,5%, mentre l’anno prima era al 14,07%. Il dato è del ministero dell’Istruzione, ed è stato diffuso dall’Unione degli atei, agnostici e razionalisti (Uaar). Tenendo conto di un margine di errore, è in linea con il numero comunicato oggi dalla Conferenza episcopale italiana (Cei), che ha dichiarato che l’84,05% degli studenti ha partecipato all’ora di religione nell’ultimo anno di scuola.

La Cei ha parlato di un dato “sostanzialmente stabile” tra chi frequenta l’ora di religione, ma la realtà dei numeri è diversa se si guarda all’andamento negli ultimi anni. Nel giro di un anno la percentuale è salita di più di un punto, perché il numero di studenti nel complesso è sceso leggermente mentre il numero di chi rinuncia all’Irc è cresciuto: sono stati quasi 1,1 milioni di studenti. La Cei qualche anno fa (l’anno scolastico 2014/2015) aveva comunicato che chi non partecipava all’ora di religione era il 12,2%. Nel 2008, sempre la Cei parlava del 9,9%. Nell’anno 1998/1999, la percentuale era appena al 6,6%.

Sembra chiaro, quindi, che ci sia un aumento costante del numero di studenti che decidono di non avvalersi dell’Irc. Con i dati del ministero è possibile anche osservare la differenza tra Nord e Sud Italia: tutte le Regioni in cui la frequenza è più alta sono del Mezzogiorno. In Basilicata solo 2,98% degli studenti rinuncia, in Campania il 3,11%, in Calabria il 3,41%, in Puglia il 3,67%, in Molise il 3,87% e in Sicilia il 4,57%. Al contrario, la Regione con la percentuale più alta è la Valle d’Aosta (30,74%), seguita dall’Emilia Romagna (27,48%) e dalla Toscana (27,12%). Guardando alle singole Regioni, al primo posto c’è Firenze (37,92%), poi Bologna (36,31%), Trieste (33,37%), Prato (33,19%), e Gorizia (32,51%).

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Per l’anno scorso le informazioni ministeriali riguardano anche le tipologie di scuole. Così, l’Uaar ha fatto sapere che il tipo di istituto con il più alto tasso di rinunce sono gli istituti professionali, con il 25,52%, poi gli istituti tecnici (23,87%) e infine i licei (17,51%). La percentuale di partecipazione all’ora di religione scende man mano che gli studenti crescono: nelle scuole dell’infanzia si astiene l’11,3% e alle elementari l’11,74%, invece alle medie si sale al 14,67%.

Infine, ci sono i ‘record‘ delle singole scuole. Ad esempio, l’Ipsia Massimo Olivetti di Ivrea (in provincia di Torino) ha registrato 86 studenti rinunciatari, su un totale di 95, con una percentuale del 90,53%. La scuola media con la più alta percentuale di rinunce è quella di Torre Pellice (Torino), con l’84,57% (148 studenti su 157). Tra le elementari invece al primo posto c’è la Leonardo Da Vinci di Ancona, con l’83,50% di studenti che non si avvalgono dell’ora di religione.

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