Storie Web giovedì, Febbraio 29
Notiziario

In Italia “il debito pubblico, quale percentuale del Pil, è tra i più elevati dell’Ocse. Viste le forti pressioni sul bilancio all’orizzonte, occorrono riforme fiscali e della spesa per contribuire a portare il debito su un percorso più prudente”: è quanto si legge nel rapporto economico sull’Italia pubblicato oggi dall’Ocse.

“In assenza di variazioni delle politiche, il rapporto debito/Pil andrà ad aumentare”, avverte l’Ocse aggiungendo che “per riportare il rapporto debito/Pil su un percorso più prudente, sostenere i costi futuri e rispettare le regole fiscali europee, sarà necessario un duraturo aggiustamento di bilancio. Lo spostamento dell’imposizione dal lavoro alle successioni e ai beni immobili renderebbe il mix fiscale più favorevole alla crescita, consentendo al contempo di incrementare le entrate”. L’Ocse sottolinea come sia anche necessario: “contrastare con fermezza l’evasione fiscale“.

Pensioni, Ocse a Italia: riduzioni per i redditi più elevati

L’Organismo parigino indica una via anche nell’ambito delle pensioni: “Riducendo la generosità delle pensioni per le famiglie a reddito più elevato, si potrebbe limitare l’incremento della spesa, mantenendo allo stesso tempo adeguati servizi pubblici e protezione sociale” e occorre “eliminare gradualmente i regimi di pensionamento anticipato”, come già fatto con Quota 100. Sottolineando la necessità di risparmiare sulla spesa pubblica”, l’Ocse ricorda che in Italia “le pensioni rappresentano una quota cospicua della spesa complessiva”. “Nel breve periodo – prosegue – tale spesa potrebbe essere contenuta eliminando gradualmente i regimi di pensionamento anticipato. Nel breve termine, sarebbe opportuno mantenere la parziale deindicizzazione delle pensioni elevate, per poi sostituirla nel medio termine con un’imposta sulle pensioni elevate, che non siano correlate ai contributi pensionistici versati. Il contributo di solidarietà potrebbe essere mantenuto finché il reddito relativo dei pensionati sarà allineato alla media dell’Ocse”. Per l’Ocse, inoltre, le “prossime revisioni della spesa, che attualmente mirano a realizzare risparmi di bilancio annuali pari a circa lo 0,2 % del Pil, dovranno divenire più ambiziose“. “In assenza di variazioni delle politiche di spesa e fiscali – avverte l’organizzazione internazionale – l’aumento della spesa per pensioni, sanità e assistenza di lungo termine, nonché l’incremento dei costi del servizio del debito, porterebbero il debito pubblico a circa il 180 % del Pil entro il 2040 e continuerebbero ad aumentare rapidamente in seguito. Tale aumento renderebbe l’Italia sempre più vulnerabile agli shock di bilancio e comporterebbe probabilmente un ulteriore incremento del premio di rischio sul debito pubblico”.

Crescita, ritardi su Pnrr rischiano di frenare la crescita

Sul tema della crescita l’Ocse ricorda che “i ritardi nell’attuazione dei progetti di investimento pubblico previsti dal Pnrr rischiano di frenare la crescita” e che il governo italiano ha “adottato misure per accelerarne l’attuazione” ed evidenzia la necessità di “riorientare il Pnrr verso progetti di investimento di grande entità e gestiti a livello centrale che possono essere realizzati, come stabilito dalla revisione del Piano”. L’Ocse chiede inoltre all’Italia di “continuare ad ampliare il servizio di assistenza tecnica alle amministrazioni locali e ad incrementare l’assunzione di personale specializzato“.

E visto che “l’attività economica ha superato bene le crisi recenti, ma la crescita sta attualmente rallentando in un contesto di irrigidimento delle condizioni finanziarie. Visto l’elevato livello del debito pubblico, occorre consolidare le finanze pubbliche”.

L’Ocse invita l’Italia anche a potenziare il trasporto pubblico e a ridurre le auto inquinanti: “Il potenziamento dei trasporti pubblici e la riduzione del numero di automobili altamente inquinanti contribuirebbero ad abbattere le emissioni del settore dei trasporti”. Sarebbe possibile decarbonizzare ulteriormente i trasporti “investendo nella rete ferroviaria, riducendo il trattamento fiscale favorevole al gasolio rispetto alla benzina e introducendo incentivi finanziari per la rottamazione delle vecchie autovetture, indipendentemente dall’acquisto di nuove”. “L’utilizzo delle vetture elettriche potrebbe essere promosso incrementando la diffusione di stazioni di ricarica accessibili al pubblico – afferma l’Ocse nel rapporto sull’economia italiana – eliminando gradualmente le sovvenzioni all’acquisto di automobili con motore a combustione interna e riorientando il sostegno all’acquisto di modelli di livello base di vetture elettriche, nonché allineando le tasse sulla vendita, sull’immatricolazione e sulla proprietà delle automobili al livello delle emissioni prodotte”.

Lavoro, “ampliare l’accesso ad assegno di inclusione”

Nel suo rapporto sull’Italia l’Ocse osserva che: “I tassi di occupazione sono bassi, in parte a causa di una debole presenza di incentivi finanziari che inducano i percettori di prestazioni sociali ad accettare un impiego”. Tra le raccomandazioni si indica la necessità di: “ampliare l’accesso alla nuova prestazione di assistenza sociale (Assegno di inclusione – Adi), anche alle persone con prospettive molto deboli sul mercato del lavoro. È necessario inoltre: “migliorare il controllo di qualità degli erogatori di formazione introducendo un sistema di certificazione a livello nazionale”. Per l’Ocse in Italia “la partecipazione dei giovani e delle donne al mercato del lavoro è tra le più basse della zona dell’Ocse. Le prospettive dei giovani sul mercato del lavoro potrebbero essere migliorate potenziando gli Istituti Tecnologici Superiori (ITS Academy) mentre la partecipazione delle donne al mercato del lavoro potrebbe essere rafforzata ampliando in misura considerevole la copertura dei servizi per la cura della prima infanzia, nonché aumentando ulteriormente gli incentivi per il congedo di paternità“.

Giustizia, la scarsa efficienza del sistema giudiziario concorre a bassa crescita 
 

L’Ocse invita l’Italia ad andare avanti con la riforma della giustizia: “Continuare a rafforzare la correlazione tra la performance dei giudici, la progressione di carriera e la loro retribuzione, e garantire che la valutazione della loro performance sia pienamente attuata. Il sistema giudiziario è caratterizzato da una scarsa efficienza, che concorre a una bassa crescita della produttività. L’ampia riforma della giustizia civile attualmente in corso – ricorda l’Ocse – mira a promuovere la digitalizzazione, a semplificare le procedure e ad alleggerire le mansioni dei dei giudici attraverso la creazione di uffici per il processo (UPP)”.

“Le riforme in corso nel settore della giustizia civile e della Pubblica Amministrazione – sottolinea l’Ocse nel rapporto consacrato all’Italia – saranno fondamentali per aumentare gli investimenti e la produttività. La lunga durata dei processi e l’eccessiva burocrazia hanno frenato gli investimenti pubblici e privati”.

Per l’organismo internazionale con sede a Parigi, è dunque opportuno portare a compimento le recenti riforme volte a semplificare le procedure giuridiche e amministrative, ad aumentare le capacità e a rafforzare gli incentivi correlati alla performance dei giudici e dei dipendenti pubblici. Il rafforzamento della mobilità di questi ultimi ridurrebbe il radicamento in posizioni caratterizzate da un’eccessiva discrezionalità sulle procedure amministrative e, di conseguenza, il rischio di corruzione”. L’Ocse invita inoltre l’Italia ad “eliminare le restanti barriere normative alla concorrenza, in particolare nel settore dei servizi professionali“.

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