
«La tragedia di Crans-Montana ha riproposto all’attenzione il tema della sicurezza nei pubblici esercizi e nei locali di pubblico spettacolo». E, anche se il nostro sistema «ha mostrato nel tempo grande affidabilità», quanto accaduto in Svizzera «impone di intensificare al massimo, soprattutto in chiave preventiva, l’attività di controllo sulle attività di intrattenimento al fine di tutelare la pubblica incolumità sia dei lavoratori che degli avventori». Comincia così il testo della direttiva inviata ai prefetti dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
Al via ricognizione dello stato dell’arte in ogni provincia
Il giro di vite, che segue ai blitz in tutta Italia e al sequestro preventivo del Piper a Roma, prevede innanzitutto una ricognizione della situazione a livello provinciale, a valle della quale ciascun prefetto sarà chiamato a «impartire puntuali indicazioni a tutti gli attori del sistema» per potenziare i dispositivi di controllo, verificare il pieno rispetto della normativa di settore e contrastare l’abusivismo. L’istantanea sarà scattata attraverso riunioni del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica con la presenza dei comandanti provinciali dei Vigili del fuoco e la partecipazione delle associazioni rappresentative dei pubblici esercenti e dei referenti dell’Ispettorato del lavoro.
Verifiche sui locali di pubblico spettacolo
Per le attività che rientrano nella sfera di competenza delle commissioni provinciali e comunali di vigilanza dei locali di pubblico spettacolo bisognerà programmare verifiche per «constatare la perdurante, piena corrispondenza tra le condizioni che hanno portato al rilascio del titolo abilitativo e quelle di effettivo esercizio».
Faro sulle misure per prevenire incendi
In particolare, andrà controllata la conformità alle misure di prevenzione incendi, di gestione dell’esodo e dell’emergenza, la congruenza tra l’assetto strutturale dei locali, i materiali e le installazioni, la capienza autorizzata e l’affollamento effettivo, insieme con il rispetto delle disposizioni sull’uso di fuochi d’artificio e fiamme libere.
Attenzione alle «attività complementari»
Nel mirino dei prefetti dovrà finire anche lo svolgimento di attività complementari rispetto ai servizi di bar e ristoranti, «per appurare se esse assumano carattere prevalente e si configurino quali pubblici intrattenimenti», soggetti dunque a regole più stringenti. La direttiva invita a coinvolgere Vigili del fuoco, Ispettorato del lavoro, Polizia locale. Senza escludere neppure, laddove si renda necessario, gli uffici di polizia amministrativa delle Questure.