Storie Web venerdì, Gennaio 2
Lo stile libero di Brigitte Bardot, la donna che inventò sé stessa

Ben prima della parigina chic, della manualistica un po’ farlocca ma parecchio accattivante intrisa della retorica del fare come, in anticipo su una idea formulaica dello stile come piano studiato a tavolino e dunque riproducibile su chiunque, Brigitte Bardot, appena scomparsa, ha epitomizzato il francesismo più libero e dirompente, la femminilità che crea se stessa, a dispetto della pellicola che la lanciò, nella quale è Dio a creare la femmina.

Dai piedi scalzi ai gonnelloni strizzati in vita, dalle magliette a righe marinare ai pantaloni capri con le ballerine, dalle camicie annodate sotto il seno ai capelli selvaggi alla chincaglieria hippie, i segni che ha lasciato, imitati ovunque in un momento storico di grande fermento e di radicale riscrittura del ruolo della donna nella società, e della sua rappresentazione, sono durevoli. Hanno attraversato le generazioni, diventando a tutti gli effetti classici.

BB ha inventato uno stile, e che poi questo abbia fatto moda è altro discorso. Non si è mai associata in modo dichiarato ad alcun créateur, ma ha messo a punto la propria personale ricetta con infinita spontaneità, partendo da elementi molto semplici, legando il tutto, però, con la sua verve imbronciata, con i suoi modi seduttivamente sfidanti. Lo stile BB ha fatto e fa scuola. Come i veri classici, ritorna periodicamente – basti pensare a Claudia Schiffer bardottizzata negli anni Novanta dalla magica coppia Ellen Von Unwerth-Carlyne Cerf – ma l’energia della personalità che ci stava dentro scompare con lei.

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