L’Indonesia ha convocato i giganti tecnologici Google e Meta per il «mancato rispetto» del divieto di accesso ai social network per i minori di 16 anni, entrato in vigore sabato. Lo ha annunciato la ministra delle Comunicazioni Meutya Hafid, spiegando che il governo ha inviato lettere di convocazione alle due società nell’ambito dell’applicazione di sanzioni amministrative previste dalla legge, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa France Presse.
Le lettere di convocazione
«Il governo invia lettere di convocazione» a Meta, proprietaria di Facebook, Instagram e Threads, e a Google, casa madre di YouTube, che «“hanno violato la legge indonesiana», ha dichiarato la ministra in un video pubblicato su Instagram lunedì sera. Secondo Hafid, le convocazioni sono state emesse «nel quadro dell’applicazione di sanzioni amministrative, conformemente alle disposizioni in vigore».
Il divieto per gli under 16
L’Indonesia ha deciso di vietare dal 28 marzo l’accesso ai social network ai minori di 16 anni, motivando la misura con i rischi legati a pornografia, cyberbullismo, truffe online e dipendenza da internet. Il provvedimento riguarda 70 milioni di bambini e adolescenti sotto i 16 anni su una popolazione complessiva di 284 milioni di abitanti.
La decisione di Giacarta si inserisce in un contesto internazionale di crescente pressione sulle piattaforme digitali per limitare l’accesso dei più giovani. L’Australia, lo scorso dicembre, è stata il primo paese a vietare i social network ai minori di 16 anni. Martedì il regolatore australiano ha annunciato l’apertura di un’indagine nei confronti di diversi colossi tecnologici, tra cui TikTok, Instagram e YouTube, accusati di violare questa norma.
Il caso francese
Anche in Francia il tema è al centro del dibattito politico. Il Senato francese deve infatti discutere oggi il divieto di accesso ai social network per i minori di 15 anni, misura sostenuta dal presidente francese Emmanuel Macron.
