Storie Web giovedì, Aprile 9

«Non è IA, è reale». La RSPCA, la storica organizzazione britannica per la tutela degli animali, ha precisato che l’immagine di decine di cani ammassati in un soggiorno non è finta ma la prova di una drammatica realtà: 250 cani trovati all’interno di una proprietà nel Regno Unito.

La fotografia, circolata sui social, è stata inizialmente scambiata da alcuni utenti per un contenuto generato con l’intelligenza artificiale, tanto appariva difficile da credere.

«Questa immagine scioccante rappresenta solo una delle tante situazioni con cui i nostri operatori si confrontano sempre più spesso», ha dichiarato la sovrintendente della RSPCA Jo Hirst. «Comprendiamo che le persone siano così sconvolte da non credere a ciò che vedono. Ma questa foto non è IA, è reale».

I cani sono stati trovati in una proprietà in condizioni di forte degrado, stipati in uno spazio domestico inadeguato e con segni evidenti di incuria. Molti presentavano problemi cutanei, mentre alcuni hanno mostrato difficoltà ad adattarsi all’ambiente esterno, segno di una lunga permanenza in isolamento.

«Alcuni erano così spaventati che abbiamo dovuto portarli in braccio dalle loro gabbie fino al prato. Alcuni hanno iniziato a giocare, mentre altri se ne stavano seduti, appoggiandosi a noi in cerca di conforto, disorientati da tutto ciò che li circondava», si legge nel comunicato dell’organizzazione.

Secondo quanto riferito dalla RSPCA, 87 animali sono stati presi in carico direttamente dall’organizzazione, mentre gli altri sono stati affidati a Dogs Trust, altra charity impegnata nel recupero e nella riabilitazione dei cani. Una parte degli animali è già stata affidata a nuove famiglie, mentre altri restano sotto osservazione o in attesa di adozione.

Il caso risale a gennaio e, secondo le ricostruzioni, sarebbe nato da una situazione degenerata progressivamente, in cui i proprietari hanno perso il controllo della riproduzione degli animali. La RSPCA ha fatto sapere che non procederà penalmente nei confronti delle persone coinvolte, considerate «estremamente vulnerabili».

L’associazione segnala un aumento del 70% dei casi che coinvolgono un numero elevato di animali nello stesso indirizzo in Inghilterra e Galles dal 2021. Solo nell’ultimo anno sono stati registrati circa 4.200 interventi legati a situazioni con almeno dieci animali.

Secondo gli operatori, alla base di questi casi possono esserci fragilità personali, problemi di salute mentale, difficoltà economiche legate al caro vita o pratiche di allevamento scorrette. Situazioni che possono rapidamente precipitare fino a compromettere gravemente il benessere animale.

«Da quando sono affidati alle nostre cure, hanno fatto progressi incredibili e stanno cominciando a godersi la vita», assicura la RSPCA.

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