Storie Web venerdì, Febbraio 23
Notiziario

La previsione più aggiornata della Banca d’Italia è che il Pil nazionale quest’anno crescerà dello 0,6%. Il governo Meloni nella sua manovra ha stimato che la crescita sarà esattamente il doppio, ovvero l’1,2%. In più, per Bankitalia, nel 2024 l’inflazione tornerà su livelli più bassi e i prezzi rallenteranno.

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Il primo bollettino economico dell’anno pubblicato dalla Banca d’Italia non porta buone notizie per il governo Meloni. Bankitalia infatti ha stimato che quest’anno il Pil italiano crescerà dello 0,6% rispetto all’anno scorso. Non solo si tratta di una crescita molto contenuta (anche più bassa di quanto si pensava nei mesi scorsi), ma è esattamente la metà di quanto ha previsto di recente il governo. L’esecutivo infatti ha basato la sua legge di bilancio sulla previsione che nel 2024 il Pil aumenterà dell’1,2%.

In parte, questo si spiega con il fatto che il governo è più ‘ambizioso’ anche perché crede che le politiche che vuole mettere in atto in questo anno, così come quelle implementate nel 2023, avranno un effetto positivo sulla crescita del Paese. Tanto da portare a un salto in avanti che adesso non è prevedibile guardando solo ai dati sull’andamento dell’economia italiana. Pochi mesi fa, la stessa Banca d’Italia aveva detto che la stima fatta in legge di bilancio era “possibile”, anche se decisamente ottimistica.

La Banca, però, aveva anche detto che “l’evoluzione dei prossimi mesi” sarebbe stata importante per capire “in che direzione andiamo”. Era novembre, e Bankitalia stimava che il Pil sarebbe cresciuto dello 0,8%. Oggi la stima è scesa allo 0,6%. Sembra che la direzione non sia delle migliori, insomma. Anche perché, stando ai dati più aggiornati, la crescita “è stata pressoché nulla alla fine del 2023“. La situazione dovrebbe poi cambiare leggermente nei prossimi anni, arrivando al +1,1% del Pil sia nel 2025 che nel 2026.

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Non è la prima volta che una grande istituzione economica fa una stima ben più bassa di quella del governo Meloni. La previsioni più aggiornate risalgono a novembre: quella del Fondo monetario internazionale era dello 0,7%, la Commissione europea era più ottimista con un +0,9%, mentre l’Ocse a sua volta aveva confermato lo 0,7%. Si parla di decimi di percentuale, ma basta pensare che il Pil italiano vale all’incirca 2mila miliardi di euro per capire che anche lo 0,1% può essere una differenza importante.

La Banca d’Italia ha anche sottolineato che “negli ultimi mesi l’inflazione è stata inferiore alle attese”, e questo dovrebbe continuare anche nel 2024. “Scenderà gradualmente dall’1,9% nel 2024 fino all’1,7% nel 2026”, mentre l’inflazione di fondo (quella che non tiene conto di alimentari ed energia ed è più affidabile per capire l’andamento nel medio periodo) “raggiungerà il 2,2% nell’anno in corso”.

Un dato ben lontano dall’inflazione del 2023, che è stata del 5,7%, e soprattutto da quella del 2022 all’8,1%, l’aumento più alto da decenni. Insomma, ci si può aspettare che nei prossimi mesi i prezzi inizieranno non a scendere, ma ad aumentare a un ritmo molto più contenuto rispetto al passato.

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